Agnese Ferrara

Giornalista scientifica con le scarpe da running sempre pronte, da oltre 20 anni mi occupo di salute, benessere, società e tendenze per alcuni dei principali editori italiani. scopri chi sono

Metodo

Il blog è a cura di una giornalista scientifica iscritta all’Ordine. Perciò segue le norme, i codici e le carte deontologiche della professione ed assolve all’obbligo dei crediti di formazione annuali.

Trasparenza

Per me le notizie hanno sempre un nome ed un cognome perciò cito sempre le fonti e non solo perché è obbligatorio dal Testo Unico dei doveri del giornalista (il segreto professionale vale solo se richiesto dalla fonte). Citarle permette ai lettori di risalire all’albero delle informazioni di un articolo così da riconoscerle e valutare meglio ciò che si legge. Cito le mie fonti attraverso eventuali link diretti, nomi e cognomi, citazioni, note e rimandi all’origine. Qualora decida di pubblicare notizie di cui non è del tutto possibile accertarne la completa attendibilità, sarà mia premura rendere nota questa particolare circostanza.

Scelta dei contenuti

In questo blog non c’è spazio per tutto e per leggere la valanga di informazioni che corrono online non c’è bisogno di me. Io seleziono con cura ciò che pubblico, non condivido senza essere certa dell’esattezza dei contenuti. Non mi limito a ‘reggere il microfono’, non faccio da megafono di comunicazioni altrui, non dò spazio a slogan, annunci e segnalazioni se privi di contenuto giornalistico verificabile. Accogliendo anche le richieste dei miei lettori, scelgo a chi dare la parola e quali temi trattare.

Fact check

come giornalista ho l’obbligo inderogabile di rispettare la ‘verità sostanziale’ dei fatti come definito dall’articolo 1 del Testo Unico dei doveri del giornalista. Ricerco, raccolgo, valuto, elaboro e diffondo con la maggiore accuratezza possibile ogni dato e notizia. Un fatto può non essere vero e una informazione può essere tendenziosa, io ho il dovere di valutarne la verità sostanziale con metodo scientifico. Qualora verifichi l’infondatezza di una informazione è mio dovere segnalarvelo.

Gli articoli precedenti

Davvero barba e baffi riducono la protezione delle mascherine anti covid-19? Dipende, ecco le risposte

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Barba e baffi potrebbero essere al tramonto, in tempo di Covid 19. Davvero la barba riduce la capacità protettiva delle mascherine? I dubbi si moltiplicano. Ecco le risposte, una volta per tutte e per tutti i tipi di barba, da quella alla Van Dyke alla folta da hipster. Idem per i baffi, da quelli a ‘matita sottile’ alla Frank Zappa, da quelli da Zorro a quelli alla messicana, da vero cow-boy.

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Anche i cosmetici scadono, quanto durano i trucchi? Ecco come riconoscerlo

I cosmetici hanno una data di scadenza? Quanto dura un mascara? E una matita per occhi? Rossetti e fondotinta? Quanto tempo si possono conservare i prodotti per il maquillage, spesso pagati a peso d’oro e perciò usati a lungo (pure troppo, finchè si può)? Adesso più che in passato, infine, ci si chiede in che modo disinfettare efficacemente pennellini e spugnette da trucco per seguire le giuste regole igieniche e mantenerli puliti più a lungo. Ecco cosa c’è da sapere.

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Coronavirus, situazione nera per la cosmesi made in Italy. Cosa è successo dal 20 febbraio ad oggi

L’emergenza coronavirus ora colpisce duramente anche il comparto delle industrie italiane della cosmetica. Frenata dei consumi, crisi filiere di produzione, tranne coloro che riconvertono in prodotti igenizzanti. Andamenti negativi anche per le imprese del ‘conto terzi’, l’export si contrae pesantemente. Annullamenti ordini, molti puntano all’online e a riconvertire la produzione in igienizzanti , concorrenza estera sui mercati bloccati, molte insolvenze, imprenditori preoccupati. Indagine flash associazione imprese Cosmetica Italia

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Dopo i parabeni è allarme phenoxyethanol nei cosmetici per bebè. Fa male? Qui le risposte

Dopo i parabeni è la volta del fenossietanolo o phenoxyethanol usato come conservante nei prodotti cosmetici per i bambini e accusato di essere tossico. Francia e Comunità europea prendono decisioni diverse: la prima impone più limiti e lo vieta nei prodotti che si spalmano nell’area dei pannolini, la seconda prende tempo. Intanto i social lo hanno già bocciato. A che punto siamo?

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Gli Stati Uniti stanno per vietare i test sugli animali per i cosmetici?

Test alternativi all’uso di animali in ambito cosmetico. Gli Stati Uniti ancora li consentono ma la Humane Society degli Stati Uniti raccomanda la reintroduzione del disegno di legge H.R.2790, detta anche Humane Cosmetics Act, al Congresso degli Stati Uniti. Il testo vieterebbe, seppure con alcune eccezioni, la sperimentazione sugli animali sia per le materie prime che per i prodotti finiti in tutto il territorio degli Stati Uniti e proibirebbe anche l’importazione di cosmetici che sono stati testati su animali in paesi extra USA. Ecco di cosa si tratta

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Cosa contengono i cosmetici? Gli INCI sulle etichette ci aiutano davvero a capire la qualità e fare confronti?

I lunghissimi elenchi di ingredienti INCI stampati sulle etichette dei prodotti di bellezza sono davvero utili a capirne la qualità? Non esistono altri modi più chiari e approfonditi per informare chi usa i prodotti cosmetici su cosa contengono? Qui qualche proposta per risolvere la questione che interessa tutti, brand inclusi.

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Cosmetici di lusso made in China, questa la novità

Trucchi e creme di lusso made in China. Vi pare strano? Entro cinque anni molti profumi e belletti di qualità, fra i più costosi, saranno fatti in Cina. Dopo la Corea e il Giappone è la volta della Cina dove si sta assistendo ad una rivoluzione che cambierà gli equilibri industriali mondiali nel campo della cosmetica sia a livello di produzione che di mercato, locale e globale. Ecco come

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