Meglio un cosmetico con ingredienti naturali o uno contenete sostanze di sintesi? Meglio idratare pelle e capelli con oli vegetali o con sostanze siliconiche? Trovo stimolante il dibattito e a mio avviso una risposta generica non c’è. Qui però vi riporto un caso che pare regalare un bel gol al mondo della chimica contro quello del vegetale (di solito vince sempre quest’ultimo ma le eccezioni ci sono eccome).

Non sempre infatti le sostanze naturali fanno meglio di quelle di sintesi, almeno per quanto riguarda l’olio di arachidi, usato da sempre come idratante ed emolliente, e le proteine di grano idrolizzate, ampiamente inserite nei balsami per i capelli ( e di questo ne ho anche una esperienza diretta quando in una vita passata lavoravo nel marketing di alcune industrie cosmetiche, a diretto contatto con i laboratori di produzione).

Quale è il problema?

Il problema è che le proteine idrolizzate del grano sono state ritenute responsabili di diverse segnalazioni di orticaria da contatto e che le allergie alle noccioline sono in aumento in tutto il mondo occidentale e potrebbero essere indotte anche semplicemente spalmando un olio contenete le proteine di arachidi sulla pelle dopo aver fatto la doccia, ad esempio.

La soluzione:

L’Unione europea è appena corsa ai ripari e,  nell’Allegato III del Regolamento UE (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici, ha inserito nuovi limiti d’impiego per questi due componenti.

Perciò le proteine dell’olio di arachidi, dei suoi estratti e derivati​  (che nel dettaglio sono moltissimi vi riporto i nomi da nomenclatura internazionale: Arachis Hypogaea Oil,  Arachis Hypogaea Seedcoat Extract, Arachis Hypogaea Flour, Arachis Hypogaea Fruit Extract, Hydrogenated Peanut Oil, Peanut Acid, Peanut Glycerides, Peanut Oil PEG-6 Esters, Peanutamide MEA, Peanutamide MIPA, Potassium Peanutate, Sodium Peanutamphoacetate, Sodium Peanutate e Sulfated Peanut Oil !!) ​possono essere utilizzate solo in una concentrazione massima di 0,5 ppm (parti per milione….cioè pochissima).

I peptidi negli idrolizzati delle proteine di frumento  si possono invece usare con peso molecolare massimo fino a 3,5 KDa (chilogrammo per mole di proteina).

Quando entreranno in vigore le nuove regole?

Naturalmente tutto ciò non cambierà all’istante. L’Unione europea  dà il tempo alle industrie di organizzarsi e ha stabilito che i nuovi limiti siano rispettati in due step: dal 25 settembre 2018 i prodotti che li contengono in percentuali maggiori non possono essere immessi sul mercato dell’Unione. Dal 25 dicembre 2018 i prodotti cosmetici contenenti le sostanze suddette in modo non conforme a tale restrizione non possono essere venduti all’interno dei paesi dell’Unione.

Gli allergici avranno perciò un regalo in più sotto l’albero del Natale 2018 (sperando che basti ridurne la concentrazione per far diminuire i fastidi), mentre tutti gli altri si accontenteranno di oli e proteine usati col contagocce  nei loro prodotti di bellezza preferiti…

Intanto se siete allergici a questi ingredienti come potete fare? Leggete le etichette, così:

Fino alla fine del prossimo anno non resta che leggere le etichette per evitare di venire in contatto con i due ingredienti. Non basta però leggere le caratteristiche del prodotto, bisogna decifrare la formula qualitativa che è riportata in modo obbligatorio sulle confezioni nella lingua INCI (nomenclatura comune a tutti i paesi europei): perciò l’olio di arachide è Arachis Hypogaea (Peanut) Oil, mentre la proteina di frumento idrolizzata è detta Hydrolyzed Wheat Protein.  Perciò se li trovate potete decidere se comprare altro.

Qui potete leggere il regolamento europeo completo:

http://bit.ly/2iU7X9V