Trucchi e creme di lusso made in China. Vi pare strano? Entro cinque anni molti profumi e belletti di qualità, fra i più costosi, saranno fatti in Cina. Saranno innovativi, biologici, vegani e conterranno tutta la tradizione più antica mutuata dalla medicina tradizionale cinese. Si potranno perfino mangiare da quanto saranno raffinati e puri. Una rivoluzione per il comparto mondiale della cosmetica.

Ne ho scritto su La Repubblica i giorni scorsi, e qui adesso.

Che i trend beauty arrivino da est è noto e fino ad oggi l’occidente ha guardato alla bellezza koreana e ai riti estetici made in Japan. A loro ci siamo ispirati nel provare cosmetici sinonimo di innovazione coniugata con riti e ingredienti secolari. Adesso però si attende la Cina dove si sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione che cambierà gli equilibri industriali mondiali nel campo della cosmetica sia a livello di produzione che di mercato, locale e globale.

Già si riconoscono marchi emergenti cinesi doc, capitanati dal brand avant-garde (il primo ad essere venduto nelle catene Sephora cinesi) Marie Dalgar, fondato dalla make-up artist Cui Xiaohong con il sogno, dichiara lei stessa, di aiutare le donne cinesi a trovare la loro bellezza unica. Seguono Beast, Scent Library, HomeFacialPro, che fanno della qualità e del lusso il loro punto di forza e vendono soprattutto online. A questi ne seguiranno altri che puntano a coniugare la modernità e l’innovazione con la riscoperta dell’eredità culturale dell’intero paese. Anticipa il fenomeno una corposa indagine a cura di Beautystreams, company statunitense specializzata in tendenze cosmetiche mondiali.

Marie Dalgar , company cosmesi lusso cinese The Beauty Observer Italia

I nuovi prodotti di bellezza, che contengono erbe e fiori usati da secoli anche nell’ambito alimentare (così naturali che potresti mangiarli, recitano gli spot cinesi), stanno ridisegnando una nuova immagine del ‘made in China’. Si rivolgono, in primis, ai nuovi giovani consumatori benestanti cinesi, e poi al resto del mondo.

“Il governo cinese ha intrapreso un ambizioso progetto per finanziare la crescita dell’innovazione, della ricerca e della qualità in dieci diversi settori industriali, che includono ad esempio l’intelligenza artificiale, la tecnologia e la stessa cosmetica, per aumentare la credibilità del mercato cinese ed esportare eccellenza. Ci si aspetta quindi una nuova grande competizione cinese a livello manifatturiero mondiale , - anticipa Michael Nolte, direttore creativo Beautystreams e autore del report. “I consumatori cinesi stanno cambiando rapidamente e in particolare i giovanissimi, benestanti, preferiscono prodotti di bellezza costosi perché li ritengono migliori. Però al lusso occidentale, rinomato nel mondo, ora preferiscono il made in China. I nati dal 1990 in poi, infatti, vivono una nuova forma di patriottismo, il 93% è fiero di essere cinese e l’81% preferisce vivere lì. Ci si aspetta perciò che le vendite di prodotti di bellezza e personal care in questo paese raggiungeranno i 62 miliardi di dollari nel 2020”.

Scent Library, Cina, The Beauty Observer Italia

Succede così che alla Cina non fa più solo gola l’Italia, dove corteggia i nostri marchi storici della cosmesi per acquisirli, ora pensa a migliorare la sua produzione di cosmetici tanto che il polo manifatturiero di prodotti e packaging dell’area di Hangzhou è grande quanto una città. La Cina punta a prodotti di bellezza ad alta tecnologia e si moltiplicano i progetti di ricerca e la creazione di start-up in ambito della ricerca delle cellule staminali e della genetica applicata alla dermatologia, insieme alla messa a punto di cosmetici biologici e vegani. Su questo aspetto si potrebbe obiettare che la Cina è il paese più inquinato al mondo ma sembrano esserci ancora zone con livelli di smog nei limiti che il governo sta tutelando piantumando foreste e favorendo uno sviluppo ecologico, come succede nelle isole JuJu e Hainan, ricche di vegetazione e fiori. Proprio qui si coltivano le erbe e i fiori autoctoni tipici della medicina olistica cinese.

Isola-di-Hainan-qui-si-coltiva-lorchidea-antiage-The-Beauty-Observer-

Si va dal Dendrobium sinense Tang, orchidea commestibile fra le piante più longeve della Cina e con proprietà antiossidanti, alle radici di ginseng usati come antiage, dal ginger coltivato in aree umide della Cina e usato come anticellulite e vitaminico, ai semi di loto elasticizzanti e anti rughe, estratti per farne principi attivi di bellezza puri, di elevata qualità ed efficaci soprattutto nel mantenere la pelle giovane più a lungo e bloccare le aggressioni ambientali, incluso lo smog.

nuove generazioni, bellezza Cina The Beauty Observer Italia , thanks to diem-nhi-nguyen- from unsplash

Precisa Lan Vu, CEO di Beautystreams: “Il paese cresce di più fra i mercati mondiali, la classe media cinese aumenta così come l’appetito per tutti i beni di consumo, in particolare verso i marchi di bellezza . In Cina l’innovazione sta correndo, idem i consumi. Le ragazze cinesi fino ad oggi hanno seguito i trend del lusso dei principali brand occidentali ma da followers si stanno trasformando in influencer”.

C’era una volta il cosmetico cinese, prodotto in modo simile ai nostri ma molto più economico. Lo guardavamo con sufficienza, forse, giudicandolo una copia, un tarocco. Adesso siamo di fronte ad un cambiamento epocale che mescola le carte. Per vederne gli effetti dobbiamo attendere solo 5 anni, attestano gli analisti BeautyStreams.