Roma, 14 agosto –

Vi siete svegliati col piede sbagliato? Fatevene una ragione e sarete felici. Provate rabbia per un torto subito? Bene, siete sulla buona strada. La felicità non è solo ambire all’amore, è vivere le proprie emozioni. Tutte, incluse le belle e le brutte o dolorose. A patto di sperimentarle, attraversarle e realizzarle, anche in nome dell’amore. Un po’ come diceva Aristotele, la felicità sta nel compiere un’esperienza, nella propria realizzazione. Non scartare il dolore, la rabbia, il dispiacere, il pentimento eccetera eccetera. Anche questi sentimenti danno la felicità. Altrimenti si resta eternamente insoddisfatti.

Insomma, questo il succo di una ricerca curiosa in cui mi sono imbattuta appena sveglia, mentre mettevo mano ad un libro che sto scrivendo di fronte ad una vista mozzafiato (il mare e, in fondo, l’isola d’Elba). Mi sembrava questa la felicità…

Chi sostiene che la felicità include anche i sentimenti generalmente ritenuti negativi e …infelici? Gli psicologi della American Psychological Association che riportano oggi, sul Journal of Experimental Psychology, una corposa indagine fatta dai ricercatori della Hebrew University of Jerusalem, insieme a quelli della University of Virginia. Gli autori hanno sondato i sentimenti di oltre 2.600 persone di 8 paesi diversi sia online che con questionari cartacei e poi hanno tirato le somme.

L’11 per cento degli intervistati ha dichiarato che la felicità è vivere tutte le esperienze della vita, incluse quelle negative. Il 10% ha incluso, nell’elenco di cosa dà la felicità, la rabbia e l’odio quando questi spingono a risolvere conflitti, ma anche includendoli nei sentimenti. Qui lo studio: https://goo.gl/VyEkam