Beauty clinic affairRoma, 24 giu - Conosci il segreto delle celebrities ? Come si mantengono cosi belle? Cosa accade  nella vita di tutti i giorni di una celeb? Ora vieni e dirigi una clinica beauty di Beverly Hills e lo scoprirai!

Questo l’incipit della App “beauty clinic Plastic Surgery ‘ che trovo disponibile fra le tante (almeno una ventina) applicazioni sulla chirurgia estetica disponibili dal mio telefonino.

Ne leggo di ‘fake’, generalmente le scovo e non me ne interesso più. Questa però aveva tutta l’aria di esserlo, una bufala, e invece è proprio una notizia, nuda e cruda . Che sta venendo pubblicata un po ovunque ma che, oltre al titolo d’impatto che riporto anche io come i miei colleghi di altre testate, ne contiene tante altre.

Un po’ come una matrioska russa, la bambolina più grande fa notizia ma il succo è dentro, in quell’insieme di bamboline via via  più piccole.

La notizia principale (stavolta vera come vi dicevo all’apertura di questo pezzo ) è che in Gran Bretagna si vendono delle APP di giochi per bambini e adolescenti che permettono di fare il chirurgo estetico.

Ho controllato e ce ne sono tantissime di  queste APP anche sui nostri cellulari e tablet. Quindi la cosa ci riguarda eccome.

Il divertimento sarebbe quello di ritoccare e migliorare visi e corpi di fanciulle emaciate, col nasone, grasse, brutte o (udite-udite) piene di lividi (chi glieli avrebbe fatti quei lividi?). Un tocco di bisturi magico permetterebbe la trasformazione di queste figurine femminili in Super Barbie dei tempi nostri dotate di lineamenti perfetti e labbra, zigomi o tette di taglia XL. E poi l’acconciatura, i tacchi (minimo 12) eccetera eccetera. Le ragazzine possono aggiungere accessori su accessori, ritocchi su ritocchi.

Naturalmente è sulla stampa inglese e sta rimbalzando ovunque, anche sui nostri siti internet. Chi se ne è accorto? Non i genitori come ci si aspetterebbe (ma chi permette di scaricare al proprio bambino, anzi bambina ipotizzo, una porcheria del genere) ma il Nuffield Council on Bioethics britannico che ha scritto una nota proprio ieri. Scrivono gli autori dell’ente senza scopo di lucro, che si occupa di questioni etiche:   “A meno di 18 anni i nostri bambini sono bombardati dai social media e dalla cultura popolare che si concentra sull’immagine del corpo. Il Consiglio è preoccupato perché i ragazzi tendono a conformarsi agli “ideali” dell’aspetto. Queste aspettative sono esacerbate da apps che presentano la chirurgia estetica come un gioco”.

Jeanette Edwards, professore di antropologia sociale dell’Università di Manchester, che ha presieduto l’inchiesta del Consiglio, ha dichiarato: “Siamo stati sconvolti da alcune delle prove che abbiamo visto, tra cui applicazioni di trucco e giochi di chirurgia estetica” . Ragazze giovani, anche di 9 anni vengono  bombardate quotidianamente dalla pubblicità e dai canali di social media come Facebook, Instagram e Snapchat che promuovono in modo irrefrenabile messaggi irrealistici e spesso discriminatori su come le persone, soprattutto le ragazze e le donne, dovrebbero “guardare”.

Nella nota gli autori auspicano che  le società di social media collaborino per svolgere una ricerca indipendente per capire meglio come i media sociali contribuiscono all’ansia apparente e ad agire sui risultati e chiedono che queste APP siano vietate.

Ma la cosa non finisce mica qui. La nota inglese è solo un press release di un report molto corposo e molto interessante (in fondo il link originale, in inglese) che è interamente dedicato agli aspetti etici e ai punti critici della chirurgia estetica più in generale, fatta per gli adulti questa volta. Dentro la prima Matrioska c’è un mondo, di bambolina in bambolina.

Se venire  a conoscenza di APP del genere mi fa orrore, nella relazione il Consiglio pone anche altri quesiti (per adulti) e chiede anche una revisione completa della regolamentazione dei prodotti utilizzati nelle procedure cosmetiche - in particolare i riempitivi dermici, i fillers che spesso ci vengono proposti dai chirurghi come un trattamento ‘leggero’ (amico?), alternativo al bisturi (nemico?).

Scrivono gli autori del Consiglio inglese: “I fillers che non hanno alcuna certificazione formale o di sicurezza vengono acquistati liberamente nel Regno Unito e non esistono limiti su chi può iniettarli”. (ndr anche da noi si comprano fillers di dubbia provenienza , ne discutono spesso i dermatologi e i chirurghi plastici nei congressi, e possono essere iniettati da medici con o senza specializzazione).

Scrive Mark Henley, chirurgo plastico del Consiglio inglese: “Dobbiamo rovesciare la convinzione che i fillers siano privi di rischio. Ho visto gravi lesioni gravi e di lunga durata dovute a riempitivi nella mia clinica. Anche quando iniettati correttamente possono causare granulomi che devono essere rimossi chirurgicamente. In casi rari hanno provocato cecità e perdita di tessuti molli del viso”.

“Queste procedure non sono banali. Per aiutare le persone a prendere buone decisioni, hanno bisogno di accedere a informazioni di alta qualità che spesso non ottengono. Inoltre abbiamo bisogno di informazioni più precise su come queste procedure forniscano i benefici fisici e psicologici anche nel lungo termine , così come spesso sperano le persone. Dovrebbe essere facile per la gente verificare che quel medico sia adeguatamente qualificato e addestrato, ma al momento non lo è”.

(ndr in Italia? La situazione è molto confusa,  medici/chirughi/dentisti/internisti/dermatologi/chi ha fatto esperienza di pronto soccorso/chi ha fatto un corso organizzato dalla società farmaceutica che vende i filler eccetera eccetera discutono su chi debba avere la medaglia di vero esperto).

Altra bambolina: a chi giova tutto ciò? Al business: in UK ritocchi soft o veri e propri fatturavano 720 milioni di sterline un paio di anni fa, ora 3.6 miliardi di sterline. Negli USA 20 miliardi, riporta il report che però svela una altra matrioska, più piccola ma degna di nota: si tratta di stime, sapere davvero quanto spendono i clienti dei guru del bisturi estetico pare impossibile e statistiche non ce ne sono (ndr : idem in Italia).

Poi? Poi ci sono gli sviluppi di metodi nuovi, alternativi ai vecchi, anche mutuati da altri campi medici come l’uso di plasma ricco di piastrine antirughe e  per gonfiare la pelle, il “congelamento del grasso” come alternativa non chirurgica alla liposuzione. Infine l’uso  di riempitivi dermici e botox in nuove aree del corpo (corrispondenti a nuovi complessi femminili innati o fatti nascere perché ci propinano la soluzione? Chi è nato prima l’uovo o la gallina?):  collo, orecchie, ginocchia, avambracci e piedi non devono invecchiare più.

Gli autori denunciano una fortissima concorrenza fra chi fabbrica e vende protesi mammarie e fillers che sta portando a un aumento dei rischi per la sicurezza e la qualità.

Il report si chiude con una richiesta al dipartimento della salute inglese affinché il comparto sia rigidamente regolamentato e che i fillers siano sottoposti a seri studi di sicurezza alla pari dei farmaci (ad oggi sono dispositivi medici non farmaci ad eccezione della tossina botulinica, anche in Italia) .

Insomma, sembrava solo una notizia sulle APP per bambini (che fa orrore) e invece il problema è molto più ampio e riguarda un po’ tutti , bambini e adulti potenziali clienti ma anche i medici e la loro formazione e il loro credo.

Ecco il documento completo, in inglese: https://goo.gl/pqx98M

Ho scritto qualcosa di più anche su La Repubblica. Lo trovate   qui.