La donna bionica si è rovinata. Ha superato il limite e già faticavo a comprendere le motivazioni che l’avevano indotta a trasformare il suo corpo d’atleta in una donna dalle forme esagerate e inesistenti in natura. Però correva bene, sorrideva ai ragazzi che la seguivano allenandosi insieme e lei regalava a tutti, e anche in inverno, la vista del suo seno sproporzionato coprendolo con dei top microscopici che coprivano davvero poco. Lasciava anche l’addome nudo a prescindere dal freddo che induceva il popolo dei runners (noi comuni mortali) a vestirsi ‘a cipolla’ stretta.

La incrociavo, non notarla era impossibile e lei mi salutava perfino ma solo quando le capitava di allenarsi da sola, mai se aveva il suo codazzo di colleghi runners.

Congetture, riflessioni, domande me ne sono fatte tante. Perché mostrare il proprio corpo a tutti in questo modo? Cosa cerca di dire a tutti e tutte noi? Continuavo a saltellare e me la dimenticavo pochi metri più avanti godendomi il mio allenamento e concentrandomi di nuovo su di me, il mio respiro, le mie gambe. Per poi ritrovarla sul rettilineo nel ritorno e ripetere a me stessa le stesse perplessità.

Donne, io e lei. Molto diverse, sì certo ma in fondo come tutte.  Nessuna deve essere uguale all’altra…ma quel seno stonava e le levava l’equilibrio che il suo corpo avrebbe avuto di certo senza quella esagerazione. Che lavoro farà? Non volevo dare risposte superficiali e ovvie e, per smettere di pensare male, mi ero convinta fosse un ingegnere nucleare e che tutte fanno del loro corpo ciò che vogliono.  Insomma, mi ripetevo, lasciala in santa pace libera di correre come desidera.

Oggi l’ho incontrata di nuovo e, dopo il corpo, ha ingigantito labbra e zigomi e non è più lei. Mi è passata accanto e faticavo a riconoscerla.

E’ lei ma non è più lei. Non è bionica, per nulla. Penso sia una donna che ha paura, tanta paura. Cosa teme? La vecchiaia? La morte? Le donne più giovani? Gli uomini? E perché? Trasformarsi significa ringiovanire? Quante domande le farei….

I vostri commenti sono graditi, arricchiscono le riflessioni che vorrei pubblicare un po’ di più.