Ritorniamo sul tema degli igienizzanti per le mani che dall’arrivo della pandemia sono fra i prodotti più usati da tutti noi per detergere le mani quando non si può usare l’acqua (ma spesso si usano anche quando c’è per pura pigrizia, ammettiamolo). Li usiamo noi, li diamo ai nostri figli, li troviamo all’ingresso dei negozi e dei supermarket. Applichiamo più volte al giorno questi prodotti con una buona dose di fiducia ma in quanti siamo a conoscenza che per tali prodotti non sono state effettuate sperimentazioni che attestino una qualche efficacia disinfettante e che, essendo cosmetici, potrebbero non uccidere i germi come il temuto Covid-19?

In questo blog è già stato affrontato recentemente il problema della confusione che può nascere nell’uso di questi prodotti (semplici detergenti senza risciacquo) che vengono confusi con i gel disinfettanti per le mani. Questi ultimi sono presidi medico chirurgici (o biocidi) e le proprietà disinfettanti contro virus e batteri sono dimostrate clinicamente. I gel igienizzanti invece sono cosmetici e come tali non sono dotati di proprietà disinfettante provata.  Potrebbero farlo se formulati con una sufficiente quantità di alcol la cui azione sia stata però dimostrata.

Mettiamoci inoltre che i gel igienizzanti sono molto simili ai disinfettanti (identici flaconi, identica texture, identico odore, diciture sulle etichette spesso microscopiche ed illeggibili) e la confusione è servita.

Se nell’articolo precedente ci hanno chiarito un po’ le idee gli esperti dell’istituto Superiore di Sanità, adesso dà una risposta (e una bacchettata alle ditte che li producono, evidentemente)  il gruppo di lavoro tecnico sui prodotti ‘borderline’ afferente al gruppo di lavoro sui cosmetici dell’Unione europea che ha appena pubblicato un documento sulla questione, precisando in particolare cosa NON  fanno i gel igienizzanti per le mani e cosa le industrie che li fabbricano non dovrebbero vantare nei claims o sulle etichette di questa categoria di prodotti detergenti.

Riportiamo gli esempi del documento che, per ammissione deli stessi autori, non è esaustivo ma fa luce su un problema reale:

Esempi di etichettatura di gel (cosmetici) senza risciacquo per le mani a base alcolica fuorvianti (che non andrebbero usati):

A- CLAIMS:

– antibatterico, antimicrobico, antivirale, virucida, antimicotico (e “Proprietà antivirali”, “ingredienti antibatterici”, “inibisce la crescita batterica”);

– disinfettante, antisettico;

– uccide il X% di batteri / virus / microbi;

– decontaminante;

– formulazione raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS);

– anti-COVID-19, anti-coronavirus, anti-SARS.

B- RIFERIMENTI E ALLUSIONI A:

– infezioni, pandemie, malattie;

– COVID-19, coronavirus, SARS-CoV-2;

– microrganismi, batteri, virus, agenti patogeni, germi, funghi;

– disinfezione;

– uso medico;

– percentuale di alcol nel prodotto;

– mani sicure.

C- IMMAGINI ED ELEMENTI GRAFICI DI:

– (corona) virus, batteri, microbi;

– croce (rossa) (quando suggerisce una connotazione medica);

– scudo (quando indica protezione contro microrganismi);

– Segnale di STOP (quando indica la prevenzione / il controllo della diffusione di una malattia o infezione o microbi);

– qualsiasi segno relativo a ospedale, farmacia, ambulanza, pronto soccorso, ecc;

– Pittogrammi CLP (ndr di pericolo/rischio chimico che invece sono tipici dei disinfettanti/biocidi)

Il nuovo documento (qui il testo originale)  mira a completare altri documenti redatti sull’argomento secondo i quali i consumatori non vanno illusi. Nel dettaglio richiama il regolamento (CE) n. 1223/2009 sui prodotti cosmetici che prevede che “il consumatore dovrebbe essere protetto da affermazioni fuorvianti in merito all’efficacia e ad altre caratteristiche di cosmetico “, insieme all’articolo 20 dello stesso Regolamento (CE) che disciplina i claims associati ai cosmetici e che prevede inoltre che “nell’etichettatura e nella pubblicità dei prodotti cosmetici, testo, nomi, marchi, immagini e immagini figurative o altro i segni non devono essere utilizzati per indicare che questi prodotti hanno caratteristiche o funzioni che non possiedono”.

Spiegano gli autori del nuovo documento che “questo documento contiene esempi di dichiarazioni di prodotto che possono causare la percezione che un gel per le mani abbia principalmente una funzione biocida e che quindi dovrebbe essere considerato fuorviante se il prodotto è immesso sul mercato come cosmetico. In questo contesto, non dovrebbe esserci alcuna rivendicazione biocida esplicita o implicita indipendentemente dal mezzo o dal tipo di strumento di marketing utilizzato per tali gel (ad esempio volantini, Internet)”.