fave a carciofi raccolto 2017 di Agnese Ferrara

fave e carciofi, raccolto 2017 di Agnese Ferrara

Roma, 19 mag - Pomodori, uva, fave, carciofi. Vi avanza qualcosa? Potete farne elisir di bellezza. Dagli scarti nasce infatti la cosmesi più glamour che unisce efficacia a impronta eco. Economia circolare e ecologia industriale sfornano creme di bellezza efficaci e ricche di principi nutrienti. Scarti di cibi doc italiani acquistati dalla Cina e dall’Asia. Il business è fiorente, il trend in crescita. I colossi della cosmetisi mondiali li usano già. Il futuro? Dipende da noi, siamo pronti ad abbandonare la crema all’orchidea per una alle foglie di carciofo?

Ogni anno in Italia si producono in media dodici milioni di tonnellate di rifiuti di tipo  agroindustriale e l’industria alimentare genera scarti che vanno dal 10 al 60% degli alimenti (dati 2013, Università di Milano). Perché non farne nuovi elisir di bellezza?

Si buttano via le vinacce dell’uva da vino, le bucce e i semi dei pomodori delle passate e vellutate, le foglie esterne e i gambi dei carciofi (lo scarto qui ha picchi del 60%). Interessante il destino delle olive: gli scarti come la sansa, quello che i filtri trattengono nella spremitura e quel che resta nelle acque di filtraggio dei frantoi contiene il 53% dei polifenoli, sostanze antiossidanti benefiche per la pelle e la salute, mentre l’olio che finisce sulle nostre tavole ne trattiene in media solo il 2%.

Vendemmia 2016, di Agnese Ferrara

Vendemmia 2016, di Agnese Ferrara

Della frutta le industrie gettano polpe, bucce, e semi. Stesso destino per chicchi, bucce e fondi di caffè. Certo, sembra più seducente una crema all’orchidea piuttosto che agli scarti di carciofo o alle bucce delle castagne (eliminate dalle imprese di produzione dei marron glacé), ma le consumatrici sono cambiate. Per due aspetti: il primo è contribuire all’ ‘economia circolare’ e all’ecologia industriale, nuovi capisaldi del riciclo di un mondo che di immondizia non ne può più; il secondo è che gli estratti degli avanzi sono efficaci quanto quelli ricavati da piante (che se sono rare vengono estirpate dal loro ambiente, se coltivate lo sono spesso in modo intensivo e con abbondante uso di anticrittogamici). Al tema del riuso dei sottoprodotti agricoli (in particolare frutta e verdura) secondo processi che ne sfruttino le proprietà, ripulendoli da residui e sostanze tossiche possibili, è anche dedicato il progetto europeo BioWaste, del dipartimento agricoltura della Commissione Europea. Segnala il nuovo trend la rivista Cosmetic and Toiletries science applied, riferimento per formulatori e industrie di livello mondiale e ‘bellezza e sostenibilità’ sarà anche il tema portante dell’imminente fiera mondiale In Cosmetics, in programma il 5 aprile a Londra.

In Italia università e imprese estraggono quintessenze di giovinezza dagli avanzi delle coltivazioni biologiche certificate. Spiega Gabriella Colucci, amministratore delegato di una società biotech, ArtTerra di Napoli, che produce estratti dagli scarti bio del territorio: “Il 99 per cento dei nostri clienti sono esteri, inclusi Cina e Asia. Produciamo per le principali maison della cosmesi, come La Praire, Chanel, Dior, Valmont, Estee Lauder. Abbiamo una piattaforma di 90 test molecolari, cellulari, enzimatici e dermatologici che certificano la purezza e l’efficacia degli estratti. L’ultimo progetto? Insieme al CNR di Bari stiamo studiano le proprietà dei carciofi, cioè i capolini fuori pezzatura che nessuno consuma. I primi risultati sono sorprendenti”. Presto le creme al carciofo scalzeranno quelle alle orchidee?

Esempi pratici di scarti che fanno bene alla pelle. Ecco il riciclo made in Italy:

Vendemmia 2016 , di Agnese Ferrara

Vendemmia 2016 , di Agnese Ferrara

BUCCE UVA, VITIGNI AGLIANICO, Campania: contengono  polifenoli ad azione protettiva delle membrane cellulari, stimolante la produzione di collagene e detossificante

OLIVE: frazioni di principi attivi ricavati dalle acque di microfiltrate da produzione di olio di oliva, dai frantoi della Campania e della provincia di Siena: polifenoli e acidi grassi insaturi ad azione antiossidante, protezione da radicali liberi

CARCIOFI , area barese : dai capolini di scarto (non richiesti da mercato perché fuori pezzatura): azione anti invecchiamento

PISTACCHI, Sicilia : sono in corso di studio per l’identificazione delle proprietà cosmetiche del mallo dei pistacchi.

CASTAGNE, area Avellino, usate per produrre i marron glacé: riutilizzo delle pellicole sottili e pelose e gusci di scarto per azioni antinfiammatorie.

SCARTI UTILI DAL MONDO:

CAFFE’: semi di scarto, fondi e pellicole semi. Contengono fenoli e polifenoli; i fondi contengono anche oli e fitosteroli. azioni antiossidanti e protettivi dal foto-invecchiamento. I fitosteroli stimolano la riparazione della pelle.

OLIVE: dall’acqua di lavorazione, dalla sansa e dai filtri di pressatura dei frantoi. Le regioni del Mediterraneo producono il 95% dell’olio mondiale. Azione antiossidante, antirughe

POMODORI: polpa, pelle e semi, contengono fibre, proteine, pectina minerali, carotenoidi e licopene antiossidanti , stimolano la crescita cellule pelle e sono antinfiammatori.

AGRUMI : bucce, semi, foglie e melassa di mandarini, limoni, lime, pompelmi. Contengono flavonoidi, carotenoidi vitamina E fitosteroli e oli essenziali. Proteggono la pelle dai danni del sole. Azione anti-invecchiamento e antimicrobica.

Altri scarti che si possono riciclare per la cosmesi:

Mele, asparagi, banane, carote, mandarini, mango, papaya, passion fruit, patate ananas.

Ringrazio Gabriella Colucci , preparata e molto appassionata nel suo lavoro, per la disponibilità e tutte le informazioni fornite.

L’ho scritto anche sul quotidiano La Repubblica, RClub di sabato. Lo trovate qui: https://goo.gl/8kdIyQ