cosmesi naturale di Agnese Ferrara, La Repubblica 5 settembre 2017  Roma, 28 ago - Se da una parte ‘naturale’ non significa per forza buono e resiste il mercato parallelo di rimedi ‘verdi’ di stampo alternativo sul quale i dermatologi storcono il naso (più avanti spiego le ragioni), dall’altra aumenta l’uso di prodotti di bellezza e per il benessere a base vegetale garantiti e sicuri. Spesso consigliati anche dagli specialisti.  A noi i prodotti per l’igiene e la bellezza se naturali piacciono di più e i cosmetici green in Italia hanno fatturato 950 milioni di euro questo anno (fonte dati Cosmetica Italia). L’innovazione dei prodotti verdi è stata al centro della kermesse dedicata al mondo del biologico e del naturale, SANA, svolta recentemente alla fiera di Bologna. Qui oltre 200  produttori e distributori  hanno esposto prodotti biologici e naturali per la cura della persona.  I temi portanti? Il ritorno alle origini con impiego di oli essenziali da cucina, come origano e limoni siciliani realizzati con materie prime 100% biologiche e tracciabili. Ampio spazio alla (solita) pletora di tinture per capelli proposte come naturali ma meglio, e più precisamente, a base di estratti e oli vegetali ma non prive di  componenti chimici  (che comunque ci sono nelle tinture ‘permanenti’ anche quando definite ‘naturali’ da slogan ed etichette).

In un mondo sempre più inquinato e cittadino, uno sguardo alla pelle (sempre più soggetta ad allergie e dermatiti) ed uno all’ambiente sono diventati la principale spinta all’acquisto per tutti noi. Ma non sempre ciò che compriamo è davvero come ci immaginiamo. Sul fronte delle garanzie infatti c’è ancora molta strada da fare. Prendiamo ad esempio le certificazioni, biologiche ed organiche. Si tratta ancora di iniziative avviate da enti privati e, seppure spesso si tratti di metodi validi,  manca ancora una regolamentazione univoca e obbligatorie per gli Stati europei. Ad oggi la certificazione ‘bio’ ha maglie ampie e bastano percentuali minime di ingredienti di origine biologica rispetto al totale della formula di un cosmetico per poter imprimere il bollino ‘bio’.

Su fronte del green ci sono anche molti prodotti  borderline, privi di garanzie e di dubbia provenienza. Su questi si sono appena espressi gli specialisti della British association of deramtologists (Bad) che hanno redatto un testo per mettere in guardia perfino i medici dal consigliarli. “E urgente che le persone non usino più preparati alle erbe di tipo ‘alternativo’, in particolare in presenza di ferite, patologie e tumori cutanei perché possono provocare reazioni infiammatorie e rendere necessaria l’asportazione chirurgica di sezioni cutanee che altrimenti non sarebbe necessaria”, dichiarano i dermatologi inglesi. Purtroppo, proseguono gli esperti, succede che, di fronte a scottature, escoriazioni, ferite e lesioni sospette ,il 33% dei consumatori prova a trattarli prima con pomate alle erbe e solo il 3% inizia invece ad applicare direttamente pomate dermatologiche consigliate dagli specialsiti. Precisano i dermatologi: “I prodotti alle erbe propinate per la cura delle lesioni della pelle non sono ‘creme miracolose’ e, su 7 degli 11  campioni di creme analizzate al laboratorio del Birmingham Skin Centre del City Hospital, sono state ritrovate alte percentuali di clobetasol propionate, un potente corticosteroide”.

Ne ho scritto anche su La Repubblica:  https://goo.gl/U5ZMuT