inciRoma, 5 giu - ‘Senza olio di palma’. L’occhio istintivamente, ammettiamolo, apprezza l’assenza dell’ingrediente fra i più bistrattati e temuti negli ultimi anni in ambito alimentare. Chi non fa caso alla piccola dicitura del ‘senza’ che ci solleva dai dubbi e ci fa spendere con più convinzione?  E’ per questo che voglio citare qui il caso della Ferrero, che i giorni scorsi si è vista riconoscere dalla Corte d’Appello di Bruxelles il diritto ad usare l’olio di palma per fare la nutella senza per questo poter essere accusata di essere imbrogliona  e menzognera dalle ditte concorrenti che invece non lo usano.  Sui barattoli del cioccolato Delhaize, infatti, era stato apposto un bollino che recitava “senza olio di palma”. Piazzato sugli scaffali affianco alla cioccolata spalmabile della Ferrero…giudicate voi cosa hanno scelto i consumatori.

Secondo la Ferrero questo comportamento denigrava la Nutella, che invece è fatta con l’olio di palma (da coltivazioni certificate, così recita la Ferrero). I giudici di Bruxelles hanno dato ragione al produttore italiano e nella sentenza spiegano che le indicazioni ambientali e di salute riportate dalla concorrente sono illegali, poiché “non verificabili e quindi non oggettive”. In particolare, secondo la Corte d’Appello, Delhaize cita alcuni medici e fa passare il messaggio che l’olio di palma sia dannoso per la salute e, scrivono i giudici, il gruppo belga ha “alterato il comportamento dei consumatori”.  Delhaize dunque dovrà rimuovere la campagna pubblicitaria  altrimenti dovrà pagare una sanzione salata e fino a un milione di euro.

La dicitura ‘senza’ che tanto va di moda di questi tempi è stata valutata per la prima volta come ingannevole, denigratoria e menzognera perché non supportata da prove scientifiche e documentate. Mi aspetto che tale decisione crei un precedente anche in ambito cosmetico dove pullulano  i prodotti ricchi di ‘senza’ in etichetta (ho letto anche una decina di ‘senza’ sullo stesso prodotto). Un problema davvero ostico tanto che la Commissione europea ancora sta dibattendo sull’argomento e la pubblicazione di un Glossario definitivo che chiarisca il significato dei termini su ‘questo si’ e ‘questo no’, attesa da almeno un anno, è ancora ferma.

Intanto sui cosmetici la moda del ‘free’ dilaga ed è pieno anche di ‘fake-free’. Capita, nell’ambito dei prodotti di bellezza, che ai bollini ‘senza’ corrisponda un lungo elenco di ingredienti. Ma spesso si tratta di componenti che neanche le altre ditte concorrenti usano (ma magari non lo precisano) o che già non si impiegano più da almeno un decennio, o ancora vietati da tempo dalle normative in corso e quindi ricordarlo sarebbe inutile e ingannevole perfino. Fatto sta che sia una abitudine consolidata.

Paraben-free; No petrolati; Senza nichel, solo qualche esempio ma l’elenco è lungo. Aggiungo anche una dicitura fra le più usate, ovvero ‘non testato su animali’o ‘cruelty free’ perché puzza di fake, in quanto per correttezza e dovere di cronaca va detto che in Europa nessun prodotto cosmetico o ingrediente usato nel campo è più valutato usando animali da diversi anni.

Ma se a noi consumatori leggerlo sulle etichette piace, è certo, non piace affatto alle imprese del settore perché lo ritengono solo uno sporco meccanismo alla base della concorrenza sleale adottata da qualcuno.

A chi dare retta? Vorremmo sapere  come stanno effettivamente le cose in modo più trasparente e in attesa che qualche istituzione o organismo di vigilanza batta un colpo, la cosa più logica da fare è confrontare le etichette dei prodotti cosmetici fra loro e vedere nell’elenco INCI chi usa e chi no gli ingredienti di volta in volta incriminati.

Infine tenere conto che creme e belletti sono sottoposti a regole e normative fra le più rigide al mondo (se fabbricati secondo le buone regole CE, sui cosmetici importati e venduti sui banchetti lungo i marciapiedi la sicurezza non è sempre garantita). Insomma, a parte chi ha una allergia a qualche componente e compra ‘per esclusione’ , io sceglierei con meno ansia i prodotti di bellezza.

Se avete dubbi scrivetemi e facciamo insieme l’elenco di paure/critiche/perplessità. Discutiamone e chiariamole insieme.