Recycling Technologies, a  Swidon

Recycling Technologies, a Swidon

Roma, 23 mag - Lui si chiama Adrian Griffiths e sta sperimentando, col contributo del governo inglese e di 100 investitori privati, un sistema di riciclo della spazzatura per farne oli da riutilizzare in diversi campi, incluso quello beauty.

Non inorridite, l’obiettivo è nobile: riutilizzare le tonnellate di plastica destinata a soffocare i pesci nei mari e sporcare le spiaggie di tutto il mondo è sempre una ottima idea. Finchè non capiremo tutti che questo orribile materiale si deve gettare, lavato e privo di parti di materiali estranei, nei contenitori per la plastica (quante bottigliette vuote si vedono lungo le nostre strade?) e ridurne l’uso in modo sensibile (ad esempio bevendo l’acqua del rubinetto di casa e usando bottiglie di vetro, anche per riempirle di volta in volta nei sempre più numerosi punti che forniscono acqua frizzante dei comuni cittadini e, infine, consegnando ai propri pargoli una borraccia di acqua al posto della solita bottiglietta di plastica per le scuola/gite/palestra eccetera), chi ha idee alternative è il benvenuto.

Il signor Griffiths è CEO della Recycling Technologies di Swindon, cittadella a 80 miglia ad ovest di Londra. Qui ha messo a punto un macchinario, grande come un campo da tennis, che trangugia tonnellate di plastica (di ogni genere) e la trasforma in olio in pochi secondi. Il neo-olio  è stato battezzato ‘Plaxx’ e può essere usato per fare altra plastica , benzina, cera per candele, prodotti per lucidare le scarpe e perfino cosmetici. Il macchinario è stato ideato insieme all’università di Warwick e le imprese petrolifere e chimiche attendono di vedere i primi frutti per investirci su. Staremo a vedere.