Fra cannabis, enzimi, lieviti, funghi e broccoli vegani, siamo arrivati a più di 26.000 ingredienti alla base dei cosmetici. Chi li ha contati? La Commissione Europea che ha appena aggiornato l’inventario degli ingredienti che era fermo ad oltre venti anni fa e l’elenco INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, che corrisponde all’elenco degli ingredienti che leggiamo sulle etichette dei cosmetici) ora si arricchisce di ingredienti che prima erano esclusi dal documento, avallati anche dalla Commissione. Quali sono?

Il nuovo ‘glossario degli ingredienti cosmetici’ , firmato dalla Commissione europea, conta per l’esattezza 26.491 ingredienti. Erano 14.000 quindici anni fa, mi riferisce Stefano Dorato, direttore Regulatory and Scientific Relations dell’associazione Cosmetica Italia. Scorrendo il lunghissimo elenco (sono 347 fittissime pagine) trovo sostanze che con alta probabilità non c’erano nella precedente edizione oramai obsoleta:

Ci sono i nuovi ritrovati di grande successo in questi mesi come gli enzimi, i lieviti, i composti fermentati e i ‘bioattivi’ (che arrivano da Oriente e sono ritenuti fra i migliori rimedi antirughe). Oppure funghi e broccoli (ingredienti vegani fra i più richiesti al momento) e perfino la discussa cannabis, classificata e presente in almeno una decina di forme diverse fra cui il suo olio, gli estratti, i fiori, le radici e perfino il cannabidiolo ad azione rilassante. E poi i filtri solari di nuovissima generazione e i discussi PABA (parabeni) per i quali si attende nei prossimi mesi l’avvio di indagini (insieme ad altri composti) da parte della stessa Commissione per accertare se tali composti possono davvero essere considerati interferenti endocrini, come si sospetta, oppure no. (Su questo fronte vi terrò aggiornati immediatamente!)

Tornando alla nuova edizione del glossario degli ingredienti, fra i grandi classici, le erbe, i conservanti, i detergenti, gli ingredienti di trattamento, i coloranti e le miscele composte anche da una trentina di estratti diversi insieme (come faranno a starci sulle etichette??), il numero di componenti impiegati dalle industrie della cosmesi per fare i nostri amati elisir di bellezza sale continuamente. La spinta innovativa risponde alla continua richiesta di soluzioni ai nostri problemi estetici ma anche alle continue sollecitazioni del marketing e della pubblicità che hanno bisogno di rinverdire i fatturati e spingono donne e uomini a comprare sempre più belletti che, nel mondo, hanno raggiunto i 412 miliardi di euro di fatturato nel 2017 (dati PwC) e che supererà i 500 miliardi di euro, entro il 2021. Non male, eh?

Il glossario precedente era datato 1996 (come parte del regolamento 96/335/EC) …era perciò il momento di contare di nuovo i composti usati oggi nei prodotti di bellezza e il lavoro attesta la grossa evoluzione del settore, anche se c’è chi parla di sprechi e liste esagerate di componenti per fare una semplice crema. La Commissione Europea ha fatto un grande lavoro di controllo e verifica allo stato attuale e il nuovo ‘glossario’ è stato  inviato alla World Trade Organization. C’è tempo fino al 18 febbraio per eventuali commenti da parte delle industrie coinvolte e, entro il primo quadrimestre di questo anno, con molta probabilità la versione finale sarà pubblicata sull’Official Journal of European Union per divenire operativo a partire dal ventunesimo giorno successivo alla data della sua pubblicazione.

Spiega la Commissione: “In risposta ad un così alto numero di nuovi ingredienti introdotti sul mercato il precedente glossario, risalente al 1996, non era più sufficiente ed esaustivo, andava sostituito e aggiornato”. Ognuno dei 26.491 ingredienti è indicato secondo un codice universale che vale in tutto il mondo, l’INCI name utilizzato per indicare in etichetta i diversi ingredienti nello stesso identico modo di paese in paese.  “Quindici anni fa erano 12/14.000 i componenti usati dalle industrie, - mi precisa Stefano Dorato. - Ad un singolo INCI possono corrispondere anche lunghe miscele e il numero di ingredienti cresce con una media di 700 nuovi composti ogni 12/24 mesi”.

“Il nuovo censimento include la vastissima offerta di ingredienti naturali, usati da sempre, ma anche i composti più nuovi e non ancora classificati, come moltissimi rimedi anti-età fra i quali i derivati dell’ascorbil palmitato e i peptidi botox-like, - spiega anche Andrea Fratter, chimico industriale, autore di diversi brevetti interazionali nel settore e docente di cosmetologia alla Scuola internazionale di medicina estetica del Fatebenefratelli di Roma. “Con questo nuovo censimento la Commissione avalla e si prende anche carico dell’introduzione delle novità messe a punto dalle industrie, una volta sottoposte al suo controllo. Si tratta di un arricchimento utile anche per i consumatori”.

Volete leggere il testo del nuovo glossario? Le appassionate e gli appassionati di INCI lo possono consultare qui GLOSSARIO COMMISSIONE EUROPEA 2019    Buon divertimento!

Ho dato notizia dell’evoluzione dell’INCI anche sull’Ansa: https://bit.ly/2RBEx3q