Arrivano le feste di Natale. Non siamo in poche a desiderare di passarle in forma e meno stanche del solito, novembre e dicembre sono infatti i mesi in cui i centri estetici e gli ambulatori di dermatologi e medici estetici si affollano.  Da parte mia il parrucchiere è obbligatorio ma questo è anche tempo di cure casalinghe: più scrub, maschere, sieri ultra idratanti e manicure.

E le punturine? Se state pensando di sottoporvi ai fillers o al botulino leggete prima qui. Riporto l’intervento di un medico estetico che visita spesso ragazze e signore pentite di averlo fatto e che pare siano in aumento. Lei si chiama Gloria Trocchi e, all’ultimo congresso della Società italiana di medicina estetica (Sime), ha presentato quello che io ho sintetizzato oggi sul quotidiano La Repubblica ma che descrivo anche qui di seguito in modo più completo.

Difficile dire, oggi, dove non si usano i fillers, le iniezioni ad effetto rimpolpante ed antirughe. Difficile anche dire dove non si infila l’ago della tossina botulinica che paralizza i muscoli stirando la pelle. Fino a pochi anni fa’ le zone del volto da ringiovanire erano limitate e perfino regolamentate dal ministero della Salute, ora la situazione è profondamente cambiata.

Le ‘punturine’ si fanno qua e là senza più limiti, con o senza il consenso del ministero. Col tempo il campo d’azione si è ampliato e le punture ringiovanenti non solo si dispensano per ridurre i solchi che invecchiano e per rimpolpare le labbra, si iniettano anche nelle palpebre superiori e in quelle inferiori. Poi si usano per riempire le occhiaie, la fronte appiattita e scavata dall’età e, nuovo trend, per il ‘rinofiller’ con cui si ridefinisce il profilo del naso. Oltre agli zigomi, si rimpolpano le tempie, le gote e le mandibole. Passando al corpo si trattano mani, glutei e perfino cosce per restituire la tonicità persa per mancanza di attività sportiva o a cause di ripetute diete.


Secondo la Società italiana di medicina estetica (Sime) nel corso di questi undici mesi del 2018 sono state aperte 310.000 fiale di botulino e iniettati 125.000 fillers, il 10% in più dello scorso anno e Natale, festività in cui si registra il picco di questo tipo di interventi, deve ancora arrivare.

A fronte di un incremento dei consumi e, soprattutto, dell’ampliamento delle aree del corpo in cui si iniettano gli elisir di nuovo turgore cutaneo i medici segnalano però anche la comparsa di nuovi fenomeni avversi, che una volta non c’erano.

Spiega Gloria Trocchi, responsabile dell’ambulatorio per la gestione delle complicanze da fillers della Fondazione Fatebenefratelli di Roma, che all’ultimo congresso della Sime ha mostrato un lungo elenco di nuovi inconvenienti : “In ambulatorio negli ultimi 3 anni sono arrivate 300 nuove pazienti con complicanze da fillers, una media di 100 in più all’anno. Abbiamo effettuato 107 segnalazioni al Ministero della Salute, che corrispondono al 35% dei pazienti. Negli altri casi non è stato possibile fare ulteriori segnalazioni per la difficoltà di risalire al tipo di filler utilizzato. Registriamo per la prima volta la comparsa di complicanze nelle aree corporee che una volta non venivano trattate”.

Fra i nuovi effetti avversi la specialista elenca, in primis, ischemie con casi di necrosi avviata per compressione dei vasi soprattutto nelle aree del naso e delle labbra, oltre ad accumuli di sostanze ignote iniettate nelle palpebre o nelle occhiaie con il conseguente calo e appesantimento dei tessuti riempiti, con gonfiori pronunciati, tumefazioni e solchi scuri visibili anche a distanza di molti mesi dall’inserimento dei fillers. Seguono rigonfiamenti del solco lacrimale per sostanze iniettate per livellare gli occhi scavati, migrazione in aree limitrofe di composti inseriti nei glutei e nelle cosce, formazione di granulomi e cisti.

Precisa Trocchi: “I fillers di tipo temporaneo, a base di acido ialuronico, sono trattamenti collaudati e con effetti collaterali davvero rari. Forse proprio per questo l’uso si è esteso in questo modo. idem la tossina botulinica. Ma, al contrario di quanto si creda, iniettare sostanze nei tessuti non è semplice, bisogna conoscere perfettamente l’anatomia dei tessuti. Ridisegnarne alcune aree del viso ritenute borderline, come il profilo del naso, le occhiaie, i glutei, con tali composti è un procedimento molto delicato, da eseguire solo se si possiede una lunga esperienza sulle modalità iniettive e sui diversi fillers disponibili oggi. C’è molta leggerezza nell’approcciare questo tipo di interventi che invece non sono privi di rischi”.

Una venticinquenne ha bisogno delle punturine? 

Fra le ultime visite svolte nell’ambulatorio del Fatebenefratelli la specialista segnala il caso di una ragazza di 25 anni arrivata in sala d’attesa con labbra gonfie e principi di ischemia intorno al naso. Era andata, insieme ad un gruppo di amiche, in un centro estetico dove le avevano iniettato dei fillers. La giovane donna non è la sola, ragazze e ragazzine fissate con pelle di pesca e zero rughe sono in aumento tanto che vanno nei centri estetici per le punturine all’insaputa delle madri, dice Trocchi.

Dal database dell’ospedale romano si estraggono ancora casi di fenomeni avversi da riempitivi ad effetto permanente, molti dei quali sono vietati in Italia da molti anni, in primis il silicone liquido. Insomma nonostante i divieti, gli inviti alla prudenza e il grande numero di fenomeni avversi provocati da questi composti, i medici del Fatebenefratelli di Roma scovano ancora con le ecografie del derma residui di silicone e sostanze di sintesi iniettati anche recentemente all’insaputa delle stesse pazienti. E non mancano i casi in cui non è possibile risalire al filler utilizzato per capire come eliminarne gli effetti avversi.