Usate i gel senz’acqua per disinfettare le mani? Li avete in casa? Li date ai vostri figli? Li usate prima di entrare nei negozi e al supermarket?

Pensate che eliminino in modo sufficiente virus e batteri?

Un sacco di domande alle quali ho provato a dare risposte scoprendo che non è tutto davvero chiaro in partenza.

Le mani sono la parte del corpo più esposta al contatto e con il Covid-19 ci siamo abituati a lavarle di continuo e non solo con acqua e sapone. Usiamo moltissimo anche i gel senza risciacquo. All’inizio della pandemia l’OMS ci aveva anche fornito la ricetta alternativa per fare i gel disinfettanti in casa perché il mondo industriale non era pronto ad una tale e imponente richiesta e i detergenti pronti non si trovavano facilmente. Con l’aumento della richiesta però anche la produzione è aumentata in modo esponenziale tanto che, attestano i dati global della Nielsen, la vendita di disinfettanti per le mani è aumentata dal 300% a febbraio del 2020 e del 470% a marzo 2020 (rispetto agli stessi mesi del 2019). Anche secondo Confindustria (attraverso l’associazione Cosmetica Italia) mi fa sapere che il consumo di saponi e gel igienizzanti  per le mani è cresciuto di circa il 25% nei primi sei mesi dell’anno e che alla fine del 2020 si stima una crescita ulteriore del +12% per un valore prossimo ai 305 milioni di euro.  Nei supermarket della penisola questi gel sono andati a ruba e la vendita è aumentata del 561% nelle prime tre settimane della pandemia (24 febbraio-15 marzo 2020, monitoraggio Ufficio Studi Coop).

Nel frattempo non sono mancate le contraffazioni di prodotti ‘spacciati’ come disinfettanti così come allarmi, spesso immotivati. A che punto siamo?

I mesi scorsi il Nas dei Carabinieri ha sequestrato in tutta la penisola moltissime confezioni di gel taroccati. Importati o fabbricati qui, etichettati come ‘disinfettanti’, ‘biocidi’, ‘presidi medico chirurgici’ ma privi delle notifiche e certificazioni obbligatorie di legge, periodo di conservazione e numero di lotto sono risultati delle vere e proprie truffe (cliccate qui per leggere i bollettini del Nas, ospitati nel sito del Ministero della Salute).

Anche oltreoceano la Food and Drug Administration ha avviato nelle scorse settimane il ritiro dal commercio di centinaia di marche diverse di gel disinfettanti per le mani perché contaminati con tracce di metanolo e propanolo, sostanze tossiche per la pelle e velenose se ingerite, oppure perché senza abbastanza ingredienti attivi contro virus e batteri ed infine perché etichettati in modo sbagliato, scorretto e senza prove di efficacia. I controlli negli Stati Uniti proseguono e la lista di quelli ritirati si allunga di giorno in giorno (gli ultimi arrivano dalla Cina e dal Messico, soprattutto. Qui le indicazioni dell’FDA).

Se da noi questi gel disinfettanti rivenduti in America del Nord non ci dovrebbero essere perché l’Europa ha leggi differenti in questo settore e non ne autorizzerebbe l’importazione, fa invece riflettere una rassegna effettuata da un pool di farmacisti di alcune università del mondo, fra le quali anche l’italiana di Camerino, pubblicata di recente sull’International Journal of Pharmaceutics.  “I disinfettanti per le mani a base di alcol non sono tutti uguali ed esiste un rischio reale che i consumatori lavino le mani con gel che possiedono una concentrazione non adeguata di alcol, – si legge in una nota stampa degli autori della ricerca che vuole  essere una guida per lo sviluppo di prodotti in modo standardizzato per tutti i produttori.  – Servirebbero campagne educative per riuscire a distinguere i gel per la normale igiene delle mani da quelli realmente disinfettanti utili per controllare efficacemente l’infezione da coronavirus”.

La confusione nasce perché, in realtà, non tutti i gel che ci spalmiamo sulle mani sono stati sottoposti a test di efficacia ed è difficile essere certi che effettivamente uccidono virus e batteri. La differenza starebbe in due semplici parole: “disinfettante” e “igienizzante”. Una cosa sono i ‘gel disinfettanti’ registrati come Presidi medico chirurgici e perciò sottoposti a test di funzionalità contro i microorganismi, altra invece i ‘gel igienizzanti’ che in realtà sono registrati come cosmetici e come tali non necessitano di essere valutati dal punto di vista dell’efficacia né contro virus e batteri ma si limitano a detergere le mani senza l’acqua.

Cosa avete in casa? Provate a leggere le etichette dei gel che avete sulla scrivania, in cucina, all’ingresso di casa, nello zaino dei figli, nell’automobile o in ufficio e scoprirete cosa state usando, secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) che sull’argomento ha pubblicato un corposo report dove chiarisce le differenze: “i prodotti che vantano un’azione disinfettante battericida, fungicida, virucida o una qualsiasi altra azione volta a distruggere, eliminare o rendere innocui i microrganismi, seguono le norme italiane sui Presidi Medico-Chirurgici (PMC) e sui biocidi (ndr legge europea) e, prima della loro immissione in commercio, devono essere preventivamente autorizzati a livello nazionale o europeo. Per un corretto utilizzo va precisato che tali prodotti con specifiche proprietà nei confronti dei microrganismi, sono diversi dai detergenti e dagli igienizzanti con i quali, pertanto, non vanno confusi. Per questi ultimi, tra l’altro, non è prevista alcuna autorizzazione preventiva ma devono essere conformi alla normativa sui prodotti cosmetici (igienizzanti per la cute)”.

Come si capisce se il gel che abbiamo scelto è disinfettante contro i microorganismi oppure no? I disinfettanti riportano la dicitura ‘presidio medico chirurgico’, gli altri no.

Allora quando usare un gel disinfettante e quando un semplice gel (o salviettina, o schiuma) igienizzante?  Per il Corriere della Sera ho intervistato Paolo D’Ancona, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità . Ecco cosa mi ha spiegato in una lunga telefonata: “I gel igienizzanti sono utili per detergere le mani sporadicamente e quando non è possibile usare acqua e sapone ma non sono stati testati come disinfettanti, anche se alcuni possono avere gli stessi principi attivi usati nei disinfettanti e potrebbero essere ugualmente efficaci contro i virus, soprattutto se contengono una quantità di alcol superiore al 60%. I gel disinfettanti sono invece certamente attivi su virus e batteri e indicati quando si entra in contatto con superfici, oggetti o persone potenzialmente infette. Hanno un contenuto di alcol superiore al 60%, come indicato anche dall’Organizzazione mondiale di sanità”.

Infine, come usare nel modo corretto i gel disinfettanti? Leggendo attentamente le indicazioni riportate in etichetta rispettando modalità di applicazione, quantità da utilizzare e tempo di contatto. Queste indicazioni derivano infatti dagli studi effettuati per verificare l’efficacia di ogni prodotto. Ad esempio, se l’indicazione in etichetta “strofinare le mani per almeno 30 secondi” indica che trenta secondi sono il tempo minimo necessario per lo sviluppo dell’azione disinfettante perciò non abbiate fretta e soffermatevi nell’applicazione.

Ho anche scritto un articolo su “come scegliere il gel per le mani” sul Correre della Sera, in edicola oggi.