1314396Roma, 3 giu - Chi non ha provato le creme anticellulite che freddano la pelle? Quelle che, dopo spalmate, continuano a darti  perfino fastidio (se è inverno) tanto infreddoliscono? Un freddo localizzato è ritenuto un ottimo drenante dalle ditte produttrici (ma secondo me in grado solo di rassodare l’epidermide, cioè lo strato più superficiale della nostra pelle). Ora il freddo, polare, pare essere il trattamento del momento (guardate su instagram Carla Bruni immersa nell’azoto a - 150 gradi !) e quando i colleghi di La Repubblica mi hanno chiesto di parlarne per fare il punto su tutti i rimedi ‘freddi’ usati nell’estetica sono rimasta sorpresa, seppure di cure e rimedi che mi riempiono di perplessità in giro sia pieno.

Insomma Su Le Monde, autorevole quotidiano francese, era uscito un articolo che segnalava come la ‘crioterapia’ a meno 200 gradi centigradi (!!) in speciali vasche d’acciaio piene di nuvole di azoto sia fra le cure più richieste a Parigi per snellire e ringiovanire il corpo (assolutamente controindicato infilarci anche la testa - pena il congelamento della parte più nobile del genere umano - altrimenti chissà che bella pelle farebbe). Infilarsi in un cilindro di acciaio a meno 200 gradi? Possibile? Sapevo che gli atleti di punta (i nostri calciatori e rugbisti delle rispettive  Nazionali di calcio e rugby  fanno regolarmente sia docce nell’azoto che bagni in tinozze piene di blocchi di ghiaccio ed acqua)  usano il gelo per defaticare la muscolatura e perfino noi atleti amatoriali e ‘smanettoni’ usiamo il ghiaccio per sfiammare slogature e storte, ma su questi bagni ne sapevo poco.

Meno 200 gradi? Non si rischia l’ibernazione? Mi sono documentata e ho letto diverse critiche. Nel frattempo però le vasche d’azoto pullulano anche nei nostri centri benessere. Così ho chiesto un commento ad Emanuele Bartoletti, chirurgo plastico e presidente della società italiana di medicina estetica, che mi dà sempre risposte equilibrate. L’esperto ha sentenziato: “In verità non c’e niente in letteratura scientifica che parli dell’effetto estetico e dimagrante dell’azoto sulla pelle. Ci sono invece molti lavori sugli sportivi con un effetto di riduzione della reazione infiammatoria dopo uno stress sportivo e per aumentare le endorfine. Ma nulla sui soggetti sani. Il mio consiglio è di attendere perché fino ad oggi tali temperature sono state usate per distruggere pezzi di pelle e tessuti, non per ringiovanirli o renderli più belli. L’azoto infatti si usa come crioterapia in dermatologia per eliminare ad esempio le verruche. Oppure in criolipolisi, metodica di medicina estetica e dermatologia che impiega un manipolo che localmente congela e  ‘cristallizza’ a livello locale le cellule adipose inducendole al riassorbimento da parte dei macrofagi dell’organismo. Complessivamente si ottiene una attenuazione del grasso localizzato e un migliore profilo corporeo”.

Bartoletti mi ha poi riferito che ci prima di ‘buttarsi’ in temperature proibitive sarebbe meglio aspettare e comunque rivolgersi a medici preparati che siano in gradi di gestire i tempi e monitorare la temperatura del corpo immerso….e ricordarsi di coprire le zone delicate con calze, guanti e biancheria, prima di provare i bagni a meno 150 gradi!

Comunque, bagni nell’azoto a parte, il freddo è molto sfruttato anche in campo cosmetico dove ci sono molte trovate anche divertenti. Da provare soprattutto per sgonfiare occhi stanchi e provati dalle ore piccole .  Ecco le principali, presentate  a Londra in occasione dell’ultima edizione di In-Cosmetics, la fiera dell’innovazione cosmetica mondiale. Qui si è discusso di nuovi ingredienti ricavati da erbe e alghe rosse che crescono in cima ai monti solo in inverno o sui ghiacciai. Sostanze naturali fresche, come menta, mentolo e centella asiatica, sono invece ingredienti comuni a creme e fanghi drenanti perché danno una sensazione immediata di gelo e alla pelle.

E se l’acqua risulta essere l’ingrediente più usato nei cosmetici (il termine ‘aqua’ occupa sovente il primo o il secondo posto nell’elenco INCI degli ingredienti impressi sulle etichette), aumenta il numero dei prodotti beauty che contengono una dose di quella pura, raccolta freddissima da sorgenti montane che superano i 3.000 metri di altitudine. In particolare la Svizzera è ricca di fonti di acqua ghiacciata che le case cosmetiche acquistano per farne rimedi puri e affini alla pelle. Così le acque di montagna sono la base per gelatine, creme-sorbetto e spray rinfrescanti da passare sulla pelle secca e provata dai raggi solari estivi.

Utili contro occhiaie, borse e sguardo affaticato, infine, le maschere gelate. Da freddare in freezer, sono già sagomate per gli occhi e le più nuove sono invece a forma di ghiacciolo (identiche ai gelati). Si strofinano sul viso fino al completo scioglimento e si massaggiano  a lungo. Le ha inventate e brevettate una società italiana.