A che punto siamo con la pulizia delle mani? Dopo il boom dei gel igienizzanti e l’aumento dei prezzi ora cala il consumo. Ci si igienizza meno le mani? Pare di si, soprattutto nel nord Italia. Tra i fattori del calo l’aumento dell’offerta e uno scetticismo di ritorno. I no vax però non c’entrano. Sta calando la guardia ma è anche una questione di gusti e di sensi, oltre che di qualche slogan ingannevole. Ecco perché gli italiani disinfettano meno le mani rispetto alla corsa dell’inizio della pandemia e come farlo nel modo corretto e più amico della pelle. 

Riporto anche qui il mio articolo pubblicato su La Stampa pochi giorni fa’.

Ce le stiamo ancora lavando ancora a dovere le mani? Dopo il boom dei lavaggi continui col sapone o con i gel senza acqua inaugurati dall’arrivo del Covid nel 2020, dati alla mano, gli analisti ci dicono che stiamo diminuendo il consumo di gel e salviettine disinfettanti. Davvero possiamo permetterci di usarli meno, nonostante l’evoluzione della pandemia e le nuove varianti? Ritorneremo lentamente ad essere poco inclini a lavare le mani perfino uscendo dai bagni pubblici degli autogrill, come ricorderete dai numerosi sondaggi che si facevano in tempi pre-Covid?

Da circa due anni ci laviamo e igienizziamo le mani in modo quasi ossessivo rispetto al 2019. Dai primi segnali della pandemia ad oggi abbiamo imparato ad usare soprattutto i gel igienizzanti e disinfettanti le cui vendite sono schizzate alle stelle con incrementi del 470% a marzo dell’annus horribilis, rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente (dati Nielsen). In Italia le vendite di gel disinfettanti nei supermercati sono aumentate del 561% nelle prime settimane di marzo del 2020 anche secondo l’Ufficio Studi Coop, crescendo di ancora il 25% nei mesi successivi. E da qui una impennata dell’offerta di prodotti e di produttori divenuti di colpo quattrocento (prima della pandemia erano una quarantina), attestano anche i dati Nielsen IQ.

E adesso? La corsa agli igienizzanti è un lontano ricordo e nel 2021 la vendita di questi prodotti ha subito un calo del 26,4% rispetto al 2020 con gli scaffali di supermercati, farmacie e discount pieni zeppi di offerte speciali. Ricordate quando non si trovavano più, come la penuria di mascherine, e i prezzi salivano alle stelle? Ora la flessione negativa oscilla tra il 20 e il 40% e, dai dati Nielsen IQ che sonda i mass market (che si prendono la fetta più ampia del mercato), pare che a lavare meno le mani siano soprattutto gli abitanti del nord Italia rispetto al sud, con un calo del 28% di confezioni vendute nel nord ovest e del 23 % nel nord ovest. Nel centro Italia la diminuzione è più contenuta (- 6,6%) mentre al sud si usano eccome, con un incremento degli igienizzanti venduti dell’11,7%.

Le ragioni del calo generale? La percezione del rischio sembra essere calata e lo si vede dai dispenser spesso scomparsi anche all’ingresso di diversi luoghi pubblici come supermarket, negozi e perfino uffici postali. Sta calando anche l’abitudine a fare scorte per averli sempre a portata di mano, in borsa, nello zaino, in tasca, in automobile, sulla scrivania dell’ufficio.

Si va verso un consumo più ragionevole e non dettato dal panico? “Abbiamo cominciato a sceglierli in modo più selettivo rispetto alla prima ondata, – spiega Michelle Niedziela, esperta di neuroscienze e psicologia alla HCD Research di Flemington, Stati Uniti, autrice di una indagine psicologica sul tema, appena pubblicata su HPCToday, rivista tecnico scientifica peer-review che dedica al tema un aggiornamento. – Nella nostra analisi risulta che, seppure sia raccomandato igienizzare le mani con prodotti che contengono almeno il 60% di alcol, che già di per se non ha un buon profumo, alcuni prodotti avevano un odore davvero terribile, acre e pungente al naso, oltre che risultare sgradevoli al tatto. Anche le esperienze sensoriali negative pare abbiano inciso col tempo sulle abitudini, cosi come hanno risposto i consumatori al sondaggio. L’offerta però col tempo si è frammentata e sono spuntati molti tipi di prodotti più profumati, idratanti e piacevoli. Ora dovranno riconquistarci“.

Infine siamo diventati dubbiosi nei confronti dell’uso dei gel contro il virus, i no-vax però stavolta non c’entrano. “Ci sono stati diversi richiami e denunce dell’FDA, l’ente di controllo dei farmaci americano, su slogan ingannevoli, false dichiarazioni e concorrenza sleale tra i produttori di gel igienizzanti spacciati come anti virus” precisa Niedziela. Anche in Italia non sono mancati i sequestri di prodotti da parte del NAS dei Carabinieri dall’inizio della pandemia, importati o fabbricati qui ed etichettati come ‘disinfettanti’, ‘biocidi’ o ‘presidi medico chirurgici’ rivelatasi delle truffe. Esistono delle precise distinzioni tra gel igienizzanti e disinfettanti: i primi detergono le mani mentre i secondi, detti biocidi, agiscono effettivamente contro i microrganismi.

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Quando usare un gel disinfettante e quando un semplice igienizzante?  Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità hanno dato le risposte: se il lavaggio delle mani con acqua e sapone è il sistema più raccomandato tra le regole per prevenire la diffusione del Covid, gli igienizzanti sono utili per detergere le mani sporadicamente e quando non è possibile usare lavarle davvero. Però non sono stati testati come disinfettanti, anche se alcuni potrebbero essere efficaci se con una quantità di alcol superiore al 60%. I gel disinfettanti sono invece registrati come biocidi e sono attivi su virus e batteri. Sono indicati quando si entra in contatto con superfici, oggetti o persone potenzialmente infette. Hanno un contenuto di alcol superiore al 60%, come indicato anche dall’Organizzazione mondiale di sanità e sono stati sottoposti a valutazioni dell’efficacia.

Come prevenire la secchezza delle mani a furia di disinfettarle?

La disidratazione della pelle da saponette, gel e spray di pulizia e disinfettanti è purtroppo quasi impossibile da evitare perché gli ingredienti detergenti e l’alcol irritano la pelle. Perciò, raccomandano gli esperti su HPCToday, sarebbe meglio applicare, ogni volta dopo il lavaggio, lozioni e creme idratanti che ripristinano i lipidi naturali che ricoprono la pelle proteggendola ma che vanno via a furia di pulire. Questo basterebbe a prevenire pruriti, secchezza ed eczemi. Quali sostanze agiscono meglio? Oli naturali vegetali o minerali e glicerina in primis. Seguono i derivati siliconici. Le ceramidi però sono l’ingrediente più efficace nel fare da ‘cemento’ alle cellule superficiali della pelle.

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