Bologna, 19 marzo - Sei giorni. Un overdose, forse troppo. Questa è la sensazione che provo dopo essermi tuffata nel mondo dell’estetica in mostra al Cosmoprof alla fiera di Bologna. Giunta qui come inviata dell’Ansa per sondare i trend ho scritto, fotografato e fatto interviste video per l’agenzia.

Qui vi segnalo le cose che più mi hanno colpito. Sono le novità e i prodotti di punta delle case ‘indie beauty’, termine con cui il mondo anglosassone definisce le aziende, di piccola o media grandezza (non multinazionali!) che fanno tutto loro e che sono diventate forti nel mondo grazie alle vendite online. Un po’ come i gruppi musicali indie rock che sono ‘fai da te’ e senza l’aiuto delle grandi case produttrici e diventano noti in tutto il globo. Internet ha spalancato la porta del successo ad aziende che una volta sarebbero rimaste sconosciute.

Le imprese cosmetiche che seguono questa filosofia ‘indie’ hanno codici etici rigorosi, spesso usano solo sostanze vegetali e coltivano anche le piante per farne principi attivi. Usano sostanze autoctone tipiche delle aree di residenza e poi fanno piccole produzioni di cosmetici artigianali. Forse in Italiano questa sarebbe la traduzione più azzeccata: cosmesi artigianale, spesso naturale al 100%,  venduta nel mondo.

Molte di queste aziende hanno rubato così tanto mercato ai colossi della cosmesi che spesso le stesse multinazionali offrono cifre vertiginose per comprarsele. E forse l’obiettivo di molti giovani coltivatori e produttori locali punta proprio ad essere acquistato dai grandi…comunque ecco quelle che ho visto alla fiera di Bologna. I loro prodotti sono molto attraenti, guardate la photo-gallery.

Sulle loro formule non posso pronunciarmi…non mi hanno permesso di fotografare le etichette, seppure siano informazioni pubbliche.  I responsabili mi hanno detto che ci tengono a non divulgarle anche per evitare imitazioni e il fallimento dei loro obiettivi…ma la filosofia, il packaging e le prove che ho fatto sono tutte a loro favore! Invece sul fatto che tutti i loro prodotti siano al 100% vegetali non so…ho dei dubbi. Che mi sono rimasti non leggendo le etichette.

Complimenti e grazie ai rappresentati che ho incontrato dell’indiana  SkinYoga, all’inglese InLight che usa ingredienti tipici della Cornovaglia),  alla lussemburghese   Amatera , alla francese (Provenza, di Saint Rémy) Vegetalement , all’indiana Omorfee , all’italiana Purophi  e alla belga Cent pur Cent .

Qui l’articolo che ho scritto per l’Ansa: http://bit.ly/2tXQupk