20170827_121108Roma, 26 agosto - Dopo i raggi ultravioletti, quelli infrarossi e l’inquinamento, è la volta della luce blu ad invecchiare la pelle? A nuove abitudini, come quella di consultare anche la notte lo smartphone o il tablet, corrispondono nuovi crucci estetici e nuove idee marketing.

La luce HEV (acronimo di High-Energy Visibile light, cioè la luce blu-violetta che fa parte dello spettro visibile) emessa dagli schermi in modo concentrato, è ora sotto accusa perché sarebbe in grado di provocare nuove macchie scure sulla pelle, rughe una volta inesistenti e colorito grigiastro.  Per non considerare le occhiaie e le borse sotto gli occhi, che una notte frammentata a controllare la posta o i social regala di sicuro.

Tenendo conto che, secondo la società di indagini di mercato Mintel, solo negli Stati Uniti i millennials, nati immersi nella tecnologia e con una eccellente dimestichezza con i dispositivi elettronici, controllano la posta elettronica in media 175 volte al giorno mentre i loro genitori fanno un check  30 volte al dì, è facile allarmarsi.

Cosa c’è di vero? Se qualche studio ha dimostrato i rischi di tali raggi emessi dai dispositivi elettronici portatili per la salute degli occhi, nella pletora di 40.000 nuovi sieri antirughe immessi nel mercato lo scorso anno, almeno una decina vantano già nuovi effetti anti luce-blu, si legge su Cosmetics & Toiletries science applied. La rivista fa il punto della situazione, ricordando che ancora non ci sono prove nel lungo termine sui rischi perché l’uso notturno dei telefonini è relativamente nuovo. Tenendo conto che il primo smartphone è stato immesso sul mercato solo un decennio fa’ e che in futuro saremo tutti sempre più ‘digitalized-addicted’ è chiaro che l’esposizione alla luce blu sia destinata ad aumentare ancora. Intanto si segnalano i primi risultati su alcuni ingredienti di bellezza che le imprese stanno studiano per frenare gli effetti della luce blu che colpisce la pelle così da vicino.  Alcuni avrebbero bisogno di una ‘controllata’ ulteriore e di indagini più approfondite ma ecco come per ora si può tentare di proteggere la pelle:

a- con i filtri solari ad alta protezione

b - con la luteina: è un carotenoide contenuto nella frutta e nella verdura di colore arancione e verde. Il composto è molto resistente alla luce e per questo dovrebbe avere capacità schermanti. Magari inserita in sieri e oli, mentre non so quanto sia protettiva se assunta con l’alimentazione….prima che si posiziona nella pelle ce ne vuole! Comunque attendiamo conferme.

c - con le microalghe verdi. Sono sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori le alghe di Scenedesmus Rubescence e altri estratti, già usati come agenti anti-inquinamento, come quelli  di Marrubium Vulgare (marrubio comune). 

d-  Con le vitamine: per prevenire la formazione delle rughe precoci e avvantaggiare la pelle nei confronti di ulteriori e nuovi rischi. Insomma questo è un consiglio precauzionale.

Cosa dicono i dermatologi? Per ora, non si sa mai, è ,meglio ridurre la luminosità degli schermi quando si consultano al buio, oltre a mantenerli a debita distanza (inforcare gli occhiali se non si vede bene! Problema comune dai 50 in poi….) e, soprattutto, resistere dalla tentazione di consultare ripetutamente cellulare e tablet. Gli stessi specialisti ricordano anche che non tutti i raggi blu sono dannosi e che speciali lampade di luce blu (ad un range di 400-500 nm) vengono impiegate per la cura dell’acne perché sono dotate di azione antibatterica. Ma, naturalmente, si tratta di tecniche che si usano negli ambulatori.

Cos’è la luce blu? E’ contenuta nello spettro visibile della luce del giorno. Lo spettro si compone dei colori dell’arcobaleno e il blu ha lunghezza d’onda fra i 450 e i 475/500 manometri. Quella emessa dal sole è lontana ed è anche filtrata dall’atmosfera terrestre. Quella degli schermi è invece  concentrata per permetterci di guardare lo schermo anche sotto il sole. La fonte inoltre è ravvicinata al volto.

Quali schermi emettono la luce blu? Gli schermi LCD e LED. Smartphone, tablet, pc e tv. Smarthpone e tablet emettono fino al 40% in più di luce blu rispetto agli altri dispositivi.

Quali danni provocherebbe la luce blu sulla pelle? Si sospettano iperpigmentazione, infiammazione, riduzione capacità di barriera dell’epidermide, rughe precoci.

Lo racconto anche sul quotidiano, La Repubblica.