Poco o per nulla sensibili i colossi della cosmetica che si ostinano a considerare esclusivamente target di giovani o al massimo cinquantenni e comunque tutti in gran forma, i brand più piccoli e specializzati stanno aprendo  la strada della cosmesi dedicata a chi non è al top delle prestazioni fisiche e accusa qualche acciacco dovuto all’età, oppure soffre ad esempio di problemi di artrosi o tremori alle mani, ha difficoltà nei movimenti o forme diverse di disabilità.

Dopo le prime sneakers modaiole del colosso Nike che si calzano da sole facilitando il compito a chi ha alcune forme di disabilità e a chi fatica ad inchinarsi, è la volta del maquillage a misura di difficoltà a completare gesti che sembrano banali ma per molte non lo sono affatto. Non tutte riescono ad aprire facilmente vasetti e tubi, ad impugnare correttamente pennelli e mascara, a disegnare senza errori con l’eyeliner (già impresa difficile per la maggioranza). Con la società sempre più agée queste difficoltà non sono un dettaglio.

Detto questo, quante di voi riescono ad esempio a leggere le etichette sui vasetti di creme o sui tubi di sieri per il viso? E quelle dei saponi? Alla vista che dai 40 anni in poi è destinata a calare ancora nessuno ci pensa e la compilazione delle etichette da parte dei produttori io la percepisco come una tassa da pagare da parte loro piuttosto che (come dovrebbe invece essere) un ‘dono’ di comunicazione con le loro clienti…intanto però qualche illuminata imprenditrice sta scardinando alcuni limiti prettamente legati al mondo del trucco e forse le cose sono destinate a cambiare?

Nascono  le prime idee geniali come i trucchi a ‘stampo’ ideati per chi non riesce a disegnare gli occhi con matite ed eyeliner per difficoltà motorie o tremori e dei pennelli da trucco dotati di applicatori dalla presa facilitata, utili per chi soffre di artrite o disabilità di diverso genere. Il mercato potenziale è prezioso: il potere di spesa delle persone con disabilità e delle loro famiglie è stato appena valutato sui 6 trilioni di dollari solo negli Stati Uniti nelle previsioni 2021 sulla beauty diversity a cura di WGSN.

Fenty Beauty, ‘maquillage inclusivo’ di Rihanna con oltre 40 tipi diversi di fondotinta per includere i bisogni di tutti

Dopo il successo mondiale delle palette da trucco con oltre 40 nuances diverse, pensate per tutti i colori della pelle dalla cantante Rihanna per la sua linea Fenty Beauty, sono sempre più numerose le linee di bellezza che puntano alla fluidità di genere e alla positività corporea. Ora siamo ai primi passi verso il make up inclusivo disabilities-friendly.

Mascara progettati per una presa più facile dedicati a chi ha problemi nell’uso delle mani o se si soffre di artrite, di Grace Beauty

Pioniere del cambiamento alcune influencer molto seguite sui social come la scrittrice, giornalista e blogger americana Madison Lawson. Ventisei anni, firma di Teen Vogue e Glamour, ha due forme di distrofia muscolare ed è su una sedia a rotelle da quando di anni ne aveva nove. Lawson conta migliaia di seguaci su instagram (@wheelchairbarbie) dove dispensa suggerimenti di trucco sulla beauty diversità.  “Il potenziale di mercato è vasto, – denuncia l’esperta su WGSN Insider,- ma i principali marchi sono ancora insensibili”.

Mascara per occhi inclusivo. Dotato di anelli e forme per una presa facilitata è dedicato a chi ha difficoltà di movimento, di Grace Beauty

 

Ai brand all’avanguardia il compito di ideare i primi trucchi ad hoc per le difficoltà motorie e per una platea di consumatrici dall’età avanzata che fanno fatica ad impugnare pennelli e matite da trucco. A tale proposito la start-up britannica Kohl Kreatives ha creato The Flex Collection, una serie di pennelli per il maquillage facili da afferrare. La truccatrice delle celebrities Veronica Lorenz, con difficoltà motorie ad una mano a causa di un tumore benigno al midollo spinale, nel 2017 ha sviluppato i trucchi a timbro ‘The Vamp Stamp’. I suoi pennarelli a presa facilitata con un tampone di colore in punta sono stati venduti in pochissimo tempo al motto ‘rompiamo le barriere beauty’.  Ad oggi il trucco a stampini si sta diffondendo come metodo per aiutare chiunque non sia in grado di disegnare linee perfette e alla moda con l’eyeliner.

Colpita invece dal morbo di Parkinson nel pieno della carriera di truccatrice, la newyorkese Terry Briant ha messo a punto lo scorso anno la sua linea di prodotti da trucco ‘Guide Beauty’ (guidebeauty.com) che include gel per sopracciglia, mascara, eyeliner e applicatori facilitati sia nell’apertura delle confezioni che nell’uso per tenere la mano ferma.

In Australia le catene di farmacie Priceline offrono tutorial di trucco su YouTube per non vedenti ed ipovedenti

Martina Tarlazzi, pedagogista e truccatrice di Lodi conduce laboratori pratici di trucco per disabili dal titolo ‘Ma come ti trucchi?’ all’interno del progetto ‘Make your smile Up’ (@makeyoursmileup ) “Perché io, se ho l’acne, posso curarmi con mille creme e cremine mentre se una persona con disabilità ha l’acne se la deve tenere? Perché io ho diritto al relax, a farmi bella, ad andare alla spa o dall’estetista e una persona con disabilità no? Il mio lavoro ha le radici in queste domande”, ha spiegato lei stessa  a margine di un laboratorio organizzato in tempi pre-covid al Centro documentazione handicap di Bologna trasformato per l’occasione in Spa e sala trucco.

L’offerta di prodotti beauty a misura di disabilità è ancora scarna ma avviata. Vedremo se la nicchia diventerà la norma, chissà.

Il fenomeno l’ho segnalato e descritto su ANSA i giorni scorsi.