Profumano di legni e foreste le nuove fragranze e hanno un’aspetto rock e decisamente cittadino. Le creano nasi, creativi e imprenditori appassionati di essenze e particolarmente vivaci sparsi per tutto il mondo di cui voglio parlarvi. La profumeria artistica, settore che complessivamente vale in Europa 1.3 miliardi di euro (prezzo al consumo) prende una piega decisamente green con essenze legnose e produzioni sostenibili strizzando l’occhio alla Greta Generation e ai Millannials. Qui nella gallery (da aprire con un clic per leggere anche le didascalie) una carrellata delle nuove fragranze da scegliere e dei loro creativi incontrati a Pitti Fragranze 2019, che ho visitato alla stazione Leopolda i giorni scorsi.

Si va dalle bombolette spray da street art ai flaconi ricoperti di serigrafie punk, messaggi di libertà, rispetto e peace and love, simboli moderni e amore per l’ambiente. A Firenze si è anche svolto l’annuale focus tecnico scientifico sulle materie prime impiegate per fare i profumi che questo anno è stato dedicato alle essenze dai legni, come sandalo, cedro, patchouli e vetiver, coltivati in modo sostenibile e con filiera certificata.  Le nuove essenze legnose sanno di verde, boschi, natura e strizzano l’occhio alla Greta Generation e ai Millannials che hanno una innata attenzione per l’ambiente.

Ha spiegato Veronique Nyberg, creatrice di fragranze per Mane Emea, colosso mondiale nella produzione di materie prime per i principali marchi di profumeria: “Assistiamo ad un forte revival di essenze da legni di cedro, sandalo, patchouli, vetiver, insieme a legni cosiddetti moderni perché ricavati da più essenze. Sono materie prime antichissime, anche con 4.000 anni di storia, hanno proprietà preziose e mistiche, sono molto conosciute nel campo della profumeria e fra le più costose. Si coltivano in modo sostenibile grazie ad accordi siglati con produttori locali nel continente asiatico, in Marocco, Cina ma sono anche riprodotte nei laboratori senza incidere sull’ambiente”.

La company detiene un brevetto mondiale per l’estrazione delle fragranze (che avviene ad anidride carbonica) che permette di ricavare essenze laddove i metodi tradizionali con solventi non riescono, come nel caso della frutta.  Non solo, il sistema è portatile e i creativi che girano per le foreste ed i boschi a caccia di odori interessanti possono usarlo in loco per conoscere immediatamente la costituzione chimica di tali essenze naturali così da ricostruirle identiche nei laboratori senza raccogliere nulla e senza modificare l’ecosistema. Notevole.

Fra le novità in chiave Greta Generation (o generazione Z) e Millennials si segnalano da Firenze i profumi legnosi no gender, il ritorno delle acque di colonia (ancora per i giovani no genere), le candele e i profumi pop-rock (Coreterno) ideati da Michelangelo Brancato, romano emigrato a New York da molti anni dove inventa profumi dall’aria decisamente punk (le sue candele serigrafate con immagini del Seicento, messaggi di libertà e simboli moderni nascosti fra i disegni vanno a ruba negli States). Inoltre le bombolette di essenze spray in stile street art e graffiti ispirate alle fermate del metrò milanese dell’italiana Step A Board; i profumi del naso africano Catherine Omai che ora vive in Inghilterra e porta le sue essenze per la prima volta in Italia (rigorosamente prodotte in Africa con legni coltivati localmente e con flaconi avvolti nei tessuti tipici ‘aso oke’ fabbricati artigianalmente nei villaggi). Artigianali e sostenibili anche i nuovi profumi al vino bianco e rosso (Aqua Dos Acores), prodotti sulle isole Azzorre dai vigneti coltivati da una famiglia di produttori di vino italiani, emigrati in Portogallo dal 2008.