Con il meraviglioso calo dei contagi e lo svuotamento delle terapie intensive che una volta erano affollate di malati per il coronavirus, non sono poche le ipotesi che associano alla stagione calda e ai raggi ultravioletti del sole possibili capacità preventive nei confronti del coronavirus. Si dice, e si legge spesso, che i raggi UV ‘disinfettano’  eliminando il maledetto virus dall’aria e perfino dalla nostra pelle.

La notizia dà sollievo a molti e invita a godersi il sole in spiaggia senza preoccuparsi, anzi esponendosi di più per proteggersi, divertendosi e (finalmente) sentendosi più liberi dopo una primavera passata chiusi in casa.

Ma ….i raggi ultravioletti  del sole non facevano male? Il rischio dei tumori cutanei di cui tanto sentivamo parlare (il cui nesso è stato accertato da anni) non esiste più?

Ma… è vero che i raggi ultravioletti funzionano contro il Covid-19? E quali raggi (i raggi ultravioletti hanno diverse ‘lunghezze d’onda’)?

Speciali macchinari a raggi UV sono impiegati per ‘ripulire’ il sangue per le trasfusioni dai virus, dai batteri e da altri elementi che potrebbero essere dannosi per il ricevente. Queste macchine irradiano il sangue con raggi UV con lunghezza d’onda dai 280 ai 400 nanometri (che include i raggi di tipo B ed una porzione di C). D’altro canto i parrucchieri da molti anni disinfettano gli attrezzi di lavoro (spazzole, pettini e forbici) sotto lampade che emettono raggi ‘germicidi’ ultravioletti di tipo C.

Sono in corso, inoltre, diverse sperimentazioni con l’uso di minime dosi di ultravioletti di tipo C (a 220 nanometri) a scopo protettivo anti Covid-19. Recente lo studio della Columbia University Medical Center di New York: i risultati mostrano che basse dosi (2 mJ/cm2) di radiazione UV-C (a lunghezza d’onda di 222 nanometri) inattivano particelle di virus dell’influenza A (H1N1) presenti nell’aria e i risultati (ottenuti in vitro su cellule epiteliali umane e su cavie) suggeriscono la possibilità di impiegare questo tipo di raggi nei luoghi pubblici.

Attenzione però: si tratta, ad oggi, di ipotesi che vanno ancora indagate con grande attenzione perché, fra tutti i raggi del sole sarebbero gli UV C (dai 100 ai 280 nanometri) ad agire contro il virus ma sono proprio quelli dotati di  una energia elevata e sono potenzialmente pericolosi per la nostra salute, in particolare per la pelle e per gli occhi.

I raggi UV C emessi dal sole, infatti, non arrivano sulla nostra pelle in natura. Vi ricordate l’allarme che negli anni ’90 esisteva sul buco dell’ozono atmosferico che si stava assottigliando (a proposito, non se ne parla più?) ? Ebbene l’ozono (e l’ossigeno) blocca i pericolosi raggi UV-C e ci difende. Insomma, sulla spiaggia i raggi ultravioletti di tipo C non arrivano e se lo facessero dovremmo allontanarci subito dalla  luce solare!

Inoltre, anche ai raggi ultravioletti alle altre lunghezze d’onda (di tipo B ed A) che picchiano sulla pelle con la bella stagione sono rischiosi perchè (questo, sì!) è certo siano responsabili di molti tipi di tumore della pelle, incluso il temuto melanoma che ancora fa vittime nel mondo (Italia inclusa).

A fronte di notizie false che girano online con le quali si invita ad esporsi al sole per rallentare il maledetto Covid-19 e godersi l’estate anche Francesco Bochiccio, fisico dell’Istituto Superiore di Sanità ha precisato alla collega Margherita De Bac del Corriere della Sera che “Non risultano validate terapie anti Covid a base di UV. Va ricordato che tali raggi, Uv-A, B e C, sono pericolosi per la salute ed è perciò che ci proteggiamo con gli schermi solari ed esistono norme per limitare l’uso delle lampade abbronzanti, che l’Oms raccomanda di non usare”.

E’ sicuro dunque l’effetto cancerogeno degli UV e i raggi ultravioletti di tipo C sono, sì, germicidi tanto da essere usati per sanificare ambienti e attrezzi, mai la pelle direttamente!

Che fare dunque?

Per prevenire il coronavirus la tripletta (lavaggio mani, usare le mascherine e mantenere le distanze di sicurezza fra persone) è l’unica strada percorribile ad oggi. Lo conferma, su PLOS Medicine di oggi, una corposa indagine fatta in Australia, alla University of Medical Center di Utrecht. Gli studiosi hanno impiegato un modello computazionale su dati epidemiologici mondiali relativi alla diffusione di questa malattia. Da questi dati si evince che se si applica la tripletta ‘fai da te’ il virus può fermarsi ma deve seguire scrupolosamente tali regole più del 50% della comunità, se il tasso è inferiore i picchi torneranno a salire.

Perciò laviamoci bene le mani, indossiamo la mascherina nei luoghi affollati (incluso all’aperto) e non stringiamoci troppo fra di noi!

Il resto? E’ tutto da verificare.

E, prima di andare al mare non dimenticate le precauzioni che da diverso tempo conosciamo. Ce le ricordano in questi giorni gli specialisti dell‘American Academy of Dermatology (AAD) e io ve ne riporto una sintesi  importante qui di seguito:

Come proteggersi dal solleone?

  1. Indossare camicie e pantaloni leggeri e a maniche lunghe: è importante coprire la maggior parte della pelle possibile quando trascorri del tempo all’aperto. Quando si seleziona un abbigliamento, evitare tessuti con una trama larga o aperta, come il pizzo. Inoltre, i colori scuri offrono maggiore protezione rispetto ai colori chiari. Ad esempio, una camicia di jeans a maniche lunghe offre un SPF di circa 1.700, mentre una t-shirt bianca offre un SPF di circa 7. Inoltre, se sei in spiaggia o in piscina, tieni presente che l’abbigliamento asciutto offre più protezione solare rispetto agli indumenti bagnati.
  2. Usare occhiali da sole con protezione UV: gli occhiali da sole sono una parte importante del tuo guardaroba di protezione solare. Quando acquisti occhiali da sole, cerca sempre lenti che offrano protezione UV. Le lenti che appaiono scure non offrono necessariamente protezione UV, quindi assicurati di leggere l’etichetta prima dell’acquisto. Inoltre, gli occhiali da sole a montatura larga o avvolgenti offrono una protezione solare maggiore rispetto agli aviatori, ad esempio, quindi assicurati di tenerlo presente quando selezioni i tuoi occhiali da sole.
  3. Usa un cappello a tesa larga: il cappello è un modo semplice ed efficace per coprire viso e collo. Quando selezioni un cappello, scegline uno a tesa larga, che protegga le orecchie, la testa e il collo. Evita cappelli da baseball o cappelli di paglia con buchi, poiché questi non sono così efficaci nel proteggerti all’aperto.
  4. Ricorda che anche le scarpe proteggono i piedi: tuttavia, se indossi sandali o infradito o vai a piedi nudi, assicurati di applicare la protezione solare su tutta la pelle esposta.

“Oltre a indossare indumenti protettivi solari, è importante cercare l’ombra e applicare una crema solare ad ampio spettro e resistente all’acqua con un SPF di 30 o superiore su tutta la pelle non coperta da indumenti”, precisa Omer Ibrahim dell’AAD.

Buone vacanze!