“Il mio seno tornerà come prima?”, questa una delle confidenze più frequenti e anche quella che mi ha colpito di più mentre, in videoconferenza, ascoltavo le specialiste, chirurghe plastiche e senologhe, che riferivano l’elenco delle domande che le loro pazienti rivolgono loro al ‘dunque’, ovvero quando sanno che devono eliminare il tumore asportando tutto o buona parte della mammella.

Dunque, dicevo: “Il mio seno tornerà come prima?”. In questo frangente ho alzato gli occhi per vederle bene attraverso lo schermo ed erano tutte intente  a delineare insieme una risposta chiara, univoca, sincera. “Potrebbe essere anche meglio di prima” , hanno detto e mi sono sorpresa. E dopo questa affermazione hanno approfondito perché questa evenienza sia una possibilità concreta. Immagino come si sentano le loro pazienti di fronte ad una tale rassicurante risposta. E come dovrebbero sentirsi tutte le donne che combattono contro il cancro al seno.

“Gli altri noteranno che la mammella è ricostruita?” la seconda, fragilissima, domanda che non mi aspettavo. “Sì, potranno esserci delle disuguaglianze con l’altro seno. Dipende dalla tecnica operatoria ma il chirurgo penserà a simmetrizzarle” è l’incipit collettivo di questa risposta che è proseguita con precisi dettagli tecnici, spiegati anche attraverso dei disegni che le specialiste iniziano a schizzare sui fogli.

Il progetto Donna X Donna risponde ai dubbi femminili sulla ricostruzione mammaria ed è a cura dell’associazione Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus

“La mammella operata perderà sensibilità?”. Altro timore, concreto, denunciato dalle donne al quale, ancora, danno risposta altre donne.

E poi: “Se faccio la ricostruzione, c’è più probabilità che si ripresenti in tumore?” , “Veramente il seno si può ricostruire subito, insieme alla rimozione del tumore?” ; “Chi paga l’intervento?”; “Le protesi mammarie possono provocare il tumore alla mammella e, alla mammografia, nascondere eventuali recidive?”. Nessuna domanda è superficiale, neanche quando si tratta di sondare come e quanto si tornerà ad essere belle e, timidamente, anche quando in molte domandano “Il mio seno non mi è mai piaciuto/non è più quello di prima. Possiamo rifare entrambe le mammelle?” e quando le loro dottoresse rispondono di avere il coraggio e di osare sempre ad esporre tutti i propri desideri, oltre che i timori. Che meraviglia l’accoglienza di queste specialiste, mi dico mentre trascrivo i loro commenti.

E poi molti altri quesiti sulle tecniche operatorie, con le protesi inserite sopra o sotto al muscolo pettorale oppure senza impianti e impiegando solo i propri tessuti.

Dove si inserisce la protesi dopo mastectomia, sotto o sopra il muscolo pettorale, così disegnano le specialiste del progetto DONNA X DONNA 2020 durante le visite alle pazienti

In tutto sono 30 le domande che le chirurghe plastiche e senologhe hanno selezionato fornendo risposte univoche, esaustive e chiare. Nessuna chimera, nessuna falsa speranza ma chiarezza, sincerità e sì speranza, empatia e vicinanza da vendere nelle parole di queste dottoresse.

Non è scontato che le donne siano rassicurate su questi aspetti. Ad una donna su 8 viene diagnosticato il tumore mammario. Il 30% subisce una mastectomia ma solo alla metà viene immediatamente ricostruito il proprio seno nonostante ciò non sia solo possibile ma raccomandabile dalle linee guida in materia. La ricostruzione del seno fa parte della cura contro il cancro ma resistono retaggi antichi, ospedali ancora sguarniti di breast unit (nonostante una norma in materia le abbia da tempo definite, mi riferiscono le specialiste su zoom) e resistono preconcetti su come il seno nuovo possa incidere su una eventuale ricomparsa del tumore, alterare i benefici delle terapie oncologiche e nascondere un’eventuale recidiva alla mammografia. E poi “devi curare il cancro, dopo penserai alla bellezza” è un commento ancora presente in alcuni ambienti. Che orrore.

La riunione su zoom l’abbiamo organizzata insieme all’associazione Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus che riunisce una cinquantina di ‘dottoresse’ che ogni giorno si dedicano all’oncologia e alla ripresa della vita dopo il tumore. Tutte lavorano nei reparti di senologia e nelle Breast Unit degli ospedali italiani e tutte, nessuna esclusa, hanno dato un contributo prezioso al progetto.  Le dottoresse si sono riunite in orari improbabili, spesso la sera tardi, anche dopo ore di camera operatoria. I volti stanchi, i figli, i nipoti accanto a distrarle. Ma non si sono distratte mai, si sono dedicate interamente a questo progetto che è, inoltre, a carattere totalmente volontario.

Il progetto (al quale partecipo come giornalista fin dall’idea primordiale, col supporto incondizionato di Polytech Health & Aesthetics Italia e, soprattutto, della bella e aperta mente del suo amministratore delegato-donna, guarda un po’), Donna X Donna vuole approfondire tutti i dubbi e le insicurezze femminili di fronte alla brutta notizia del cancro e alle possibilità di riprendere in mano la propria vita anche attraverso la ricostruzione mammaria.

Le risposte delle specialiste per ognuna di noi le trovate sulla brochure che abbiamo appena pubblicato nel sito dell’associazione:

Beautiful After Breast Cancer Italia

Ma potete anche scaricarla nel vostro smartphone inquadrando il QR Code: