“Tutto quello che è successo a causa del Covid mi fa pensare che ritornare in ospedale per la ricostruzione del seno, che è un mio capriccio, sia inopportuno”.  L’affermazione non è di una sola donna ma è comune a molte che l’hanno riferita nell’ultimo anno alle proprie senologhe delle Breast Unit di diverse città italiane e che hanno sorpreso le stesse dottoresse.

Le donne si sentono in colpa a sottoporsi ad un intervento di chirurgia ricostruttiva della mammella asportata perché , in fondo, si pensa sia esclusivamente un’operazione estetica, perciò un capriccio che in era Covid si può evitare. Un conto è operarsi per levare un tumore, altra cosa è per riavere le forme che il cancro ha eliminato. La tendenza a ritenerla una scelta inopportuna è esplosa con l’arrivo del Covid-19 che ha provocato prima tante morti, poi la chiusura di molti dipartimenti ospedalieri e poi il rischio elevato di contagiarsi. Tamponi, vaccini, distanziamento, green pass hanno perfino accentuato i timori delle donne in terapia oncologica, magari pronte per l’intervento e che spesso hanno chiesto di rimandare.

Dopo il tumore e la mastectomia ci mancava il Covid. Sono ansiosa, temo di contagiarmi e non voglio tornare in ospedale per la ricostruzione del seno”, “Ho già subito più operazioni e terapie, non voglio anche vaccinarmi”, “Il vaccino mi ha provocato un ingrossamento dei linfonodi ascellari, che significa?”. E poi “Devo fare la terza dose o l’anti-influenzale?

Questi altri numerosissimi dubbi femminili raccolti nell’annus horribilis, il 2020, dalle specialiste delle Breast Unit della penisola aderenti al progetto DONNA X DONNA, iniziativa di sensibilizzazione sulla ricostruzione mammaria dopo il tumore coordinata dall’associazione Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus con il supporto incondizionato di Polytech Health & Aesthetic Italia.

Per la nuova edizione di ottobre 2021 il comitato promotore ha infatti raccolto non solo i quesiti più frequenti delle loro pazienti l’ultimo anno così difficile svelando molte paure legate al Covid e che spesso le allontanano dalle cure, ha anche condotto una indagine statistica sul numero degli interventi effettuati nel 2020 nelle tredici breast unit tra le più importanti del nord, centro e sud Italia, dove operano.

Cosa è successo nelle Breast Unit italiane nel 2020 segnato dalla pandemia?

Le operazioni di ricostruzione mammaria sono purtroppo calati del 5% e con picchi che raggiungono il 19%, anche se alcune tipologie di intervento eseguite in ‘immediata’ con uso di protesi in sede prepettorale, sono aumentate del 15,2% perché si sono rivelate ‘gold standard’ per gli specialisti nell’anno colpito da lockdown, riprese, liste d’attesa, vaccini e dubbi prettamente femminili.

Nei dodici mesi del 2020, le ricostruzioni mammarie totali eseguite nelle principali Breast Unit della penisola hanno subito un rallentamento rispetto al 2019: sono state infatti 2.935, con un calo di 157 operazioni in meno (- 5%). Uniche a crescere sono state le ricostruzioni ‘immediate’ cioè eseguite in un tempo unico insieme all’asportazione del tumore e con l’uso di protesi: 1129, a fronte di 980 interventi del 2019 (+15,2%).

Invece le ‘immediate’ con l’inserimento di espansori provvisori sono state 1130 a fronte delle 1402 del 2019 (-19%) e quelle con l’uso dei lembi di tessuto 135, pressoché simili a quelle del 2019 che erano 134.

Di pari passo sono aumentate le mastectomie senza ricostruzione mammaria, passate da 805 a 826 nel 2020 (+2,6%) e sono calate anche le operazioni di ricostruzione mammaria in ‘differita’, cioè effettuate in un tempo successivo a quello dell’asportazione del tumore: 541 interventi nel 2020 a fronte di 576 operazioni del 2019 (-6%).

Diminuiti anche gli interventi di chirurgia ‘conservativa’ ovvero di asportazione parziale della ghiandola per tumori più piccoli, a seguito della quale si effettuano dei piccoli rimodellamenti (oncoplastica di 1° livello) oppure dei rimodellamenti più complessi della mammella con il tumore che includono la chirurgia del seno sano per simmetria (oncoplastica di secondo livello). I casi di oncoplastica di livello 1 sono passati infatti da 2551 casi a 2462 e nel 2020 (-3,5%) e gli interventi di oncoplastica di secondo livello da 437 del 2019 a 362 nel 2020 (calo di oltre il 17%).

Il primo rapporto sull’operato dei centri di senologia in rapporto alla ricostruzione del seno per l’anno 2020, è stato indagato in tredici Breast Unit tra le più rappresentative del nord, centro e sud Italia dal comitato promotore del progetto di sensibilizzazione sulla ricostruzione mammaria ‘Donna X Donna’, coordinato da Marzia Salgarello, Presidente dell’associazione Beautiful After Breast Cancer Italia Onlus (Babc), direttore del reparto di chirurgia plastica della Fondazione Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma.

L’indagine ha incluso i dati statistici del 2020 delle breast unit di Molinette di Torino, ospedale San Martino di Genova, Policlinico San Matteo di Pavia, ASUFC di Udine, Istituto Europeo di Oncologia di Milano, ASST Sette Laghi di Varese, AUSL Romagna – Forlì, Ravenna, Faenza, Sant’Arcangelo – , Campus Biomedico di Roma, Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, Ospedale Fatebenefratelli di Roma, Azienda Ospedaliera Universitaria P.Giaccone di Palermo, UOC Chirurgia Generale Universitaria V.Bonomo dell’Università degli studi di Bari e l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari.

Le paure delle donne su tamponi, green pass, vaccini e contagi in ospedale

Il comitato promotore dei DONNA X DONNA ha raccolto oltre venti domande comuni che le pazienti hanno riportato negli ultimi mesi e la maggioranza è legata ai timori, razionali e non, correlati al Covid, come i dubbi su tamponi, green pass e perfino sui vaccini (e terza dose), visite e ricoveri.

Tra le paure più comuni ci sono infetti anche:  “Sono una paziente oncologica, ho subito già molte terapie. Ho paura a fare il vaccino e ho ancora tanti dubbi”; “Ho le protesi mammarie. Il vaccino potrebbe scatenare reazioni allergiche o infiammazioni al seno?” “Devo fare anche la terza dose di vaccino? E quello anti influenzale?”; “Dopo la mastectomia ho fatto il vaccino ed ho sviluppato un ingrossamento dei linfonodi. Cosa significa?”.

E poi i timori che hanno contribuito a rimandare la scelta di ricostruire il proprio seno come Oltre il tumore e gli interventi operatori programmati, ci mancava il Covid. Sono molto in ansia e dormo poco come supero questo momento?”; “Il Covid mi fa riflettere…tornare in ospedale solo per un mio capriccio, cioè riavere il mio seno, mi pare inopportuno”; “Ho già subito una mastectomia, non vorrei tornare ora in ospedale. Posso aspettare ancora per la ricostruzione del seno”; “se torno in ospedale quanto rischio che la mia vicina di letto possa contagiarmi?”;  “Le liste di attesa si sono allungate. Cosa è cambiato per voi medici nelle procedure operatorie?”

Paure, emozioni, pregiudizi, mancanza di informazione. Alle domande femminili che ho citato ora e a molte altre le specialiste di DONNA X DONNA hanno dato tutte le risposte, esaustive, che sono pubblicate nella brochure ‘Donna x Donna’ edizione 2021. Il volume, disponibile nelle principali breast unit italiane, è sfogliabile sul sito www.beautifulafterbreastcancer.it  ma anche qui sotto:

Brochure Donna x Donna 2021 definitivo

La (bellissima) foto d’apertura di questo articolo che ritrae una ballerina operata al seno fa parte della mostra DONNA X DONNA 2021, a cura di Silvio Esposito di Obiettivo Fotografico