Sta facendo il giro del mondo la notizia di scarpe da running di nuova progettazione indossate da Eliud Kipchoge che ha infranto recentemente il record mondiale della maratona a Vienna concludendola in 1 ora, 59 minuti e 40 secondi. Le stesse scarpe indossate anche dalla maratoneta da record Brigid Kosgei all’ultima gara di Chicago, riferisce il New York Times che elenca anche molti altri esempi di cronometri bruciati da atleti dotati delle stesse identiche scarpe.  Le calzature in questione potrebbero avere aiutato le vittorie e …diciamolo…potrebbero aiutare anche noi?

Alla coincidenza il British Journal of Sport Medicine dedica l’editoriale in cui propone di regolamentare il campo perché le scarpe possono effettivamente incidere sulle capacità di spinta degli atleti modificandone i risultati. Le scarpe usate da Kipchoge sono dotate di una leggerezza estrema, tre suolette interne fatte di strati di schiuma sintetica alternati a fibre di carbonio con una elevata capacità di rimbalzo ma non sono le uniche. Esiste una pletora di scarpe ‘tecniche’ ad alta performance offerte sul mercato e dai prezzi inavvicinabili per molti (sa va dai 250 euro in su).

Ma Kipchoge a parte, noi comuni mortali quali scarpe calziamo per la corsa?

Non tutti siamo runners da record o consumati, la maggioranza infila tuta e scarpe e va nel parco o in strada per smaltire i chili di troppo e mantenersi in forma e la scelta delle scarpe è, di norma, sbagliata a sentire il giudizio degli esperti (ma anche guardandosi intorno mentre si saltella allegramente sul proprio percorso).

Scarpe da ginnastica, scarpe da tennis, sneakers. A suola alta, a suola rasoterra, a suola anatomica.

Scarpe che usi anche per andare in giro, e quelle che usi anche in palestra e quelle consumate, che hanno suole indurite e solette deformate, lacci troppo stretti oppure troppo lenti. Scarpe indurite dal sole e dalle pozzanghere. Infine scarpe da maratoneta, costosissime, o quelle tecniche, sottili e ultraleggere, scelte sperando di correre con più facilità.

Quanti errori facciamo. Non basta decidere di correre per dimagrire o tonificare il corpo e infilare le scarpe che abbiamo in casa (ok che somo da ginnastica ma non basta) o comprando quelle che ci sembrano le migliori. Non è affatto detto che sia così. Le calzature sbagliate espongono ad un maggiore rischio di indolenzimenti agli arti inferiori, infiammazioni dei tendini, traumi a piedi e articolazioni.

Come orientarsi? Non serve spendere una fortuna ma seguire alcune indicazioni fornite da Attilio Parisi, medico sportivo, runner appassionato nonché eletto da poco rettore dell’università di Roma Foro Italico:

1.  vanno scartate le scarpe con suola piatta, come quelle da tennis e da basket

 

2. bocciate le sneakers da passeggio

3. Non idonee le scarpe da running troppo tecniche, perché progettate per pista, gare ed esigenze di professionisti. Sono infatti spesso molto leggere, poco protette e meno ammortizzate.

 

 

 

Messe da parte le scarpe ‘tranello’, quali sono le migliori per correre?

In 10 step ecco i check da fare per non sbagliare: 

  1. Le scarpe migliori per correre? Quelle nate per farlo, in primis.
  2. Meglio i modelli dotati di intersuola e suola/battistrada con un differenziale evidente fra punta e tallone (cioè con un rialzo del tallone rispetto alle dita) in modo da permettere al tendine di Achille di scaricare meglio l’impatto (e i tendini vanno preservati eccome, sono i primi a farsi sentire quando si corre male).
  3. Vanno anche preferite quelle dotate di sistemi di protezione come l’ anti pronazione del piede e quelle con supporti plantari adeguati ad ammortizzare l’impatto con la strada.
  4. Le scarpe devono fasciare i piedi e non comprimerli perciò scegliete il numero idoneo e allacciatele senza stringerle troppo.
  5. Le scarpe vanno provate prime di comprarle, scegliete acquisti online quando andate sul sicuro con marca, modello e numero già collaudati almeno negli ultimi sei mesi. Non comprate ciò che non avete provato a occhi chiusi né fidatevi delle scarpe che usavate molti anni fa’, noi (e i nostri piedi) non siamo mai gli stessi.
  6. Nella prova in negozio è bene indossarle entrambe, non solo la destra, e con calzini di spugna.
  7. Con le scarpe in prova fate qualche saltello nel negozio per saggiare come il piede si muove all’interno e se la punta dei piedi tocca la punta scegliete mezzo numero in più perché le dita si indolenziscono facilmente e le unghie del runner sono più fragili che mai.
  8. Per i dubbiosi: si può fare la prova di appoggio del piede sulle pedane elettroniche (nei negozi specializzati per il running) così da scoprire eventuali vizi o difetti di appoggio e farsi consigliare dal personale sul tipo di modello più adatto.
  9. Non vi fate incantare dalle marche più rinomate che fanno tanta pubblicità, selezionate il tipo in base ai vostri piedini!!
  10. Le scarpe, infine, vanno cambiate ogni 800-100 chilometri. Per chi corre regolarmente questo equivale ad un cambio ogni sei mesi, a patto di averle mantenute bene e non lasciate cuocere al sole estivo o seccate dalla sabbia e dall’acqua marina oppure inzuppate di fango e sudore. Insomma abbiatene cura (dopo l’allenamento lasciatele all’aria per farle asciugare dal sudore) e cambiatele almeno due volte all’anno.

Su come iniziare a correre ho scritto anche su La Repubblica Salute: