Roma, 8 settembre 2015 - Ricevo e segnalo: “Chirurgia estetica, con la smart mastoplastica ci vogliono solo 30 minuti per un seno nuovo”. E’ il titolo di un comunicato stampa, quindi rivolto ai giornalisti e non al pubblico, con cui alcuni chirurghi plastici, facenti parte di un network di specialisti che gira l’Italia per operare in diverse cliniche, segnalano quella che dovrebbe essere una notizia degna di essere pubblicata. Gli stessi scrivono “siamo un team (…) che opera con rapidità garantendo il miglior risultato”.

Il testo prosegue con toni rassicuranti per il tipo di argomento (che non mi pare una passeggiata!) come “tecnica intelligente (…) ottimizza i tempi dell’intervento, mezz’ora circa contro le due ore di una mastoplastica tradizionale. Inoltre la scelta dell’anestesia locale con leggera sedazione fa sì che si evitino i postumi pesanti dell’anestesia generale con intubazione”. Salvo poi precisare, in fondo al testo, che “la fase post-operatoria dura un mese” etc.etc.

Ci risiamo: la velocità fa rima con maggiore facilità nel convincere le donne ad operarsi e a più sicurezza? L’anestesia locale è meglio della totale? I medici ne discutono ancora oggi ai congressi medici (ai quali partecipo come stampa)  e nemmeno loro sono sempre d’accordo.

Io resto sempre un po’ perplessa.